Acireale, riapre lo storico hotel

Acireale, rinasce lo storico Grand Hotel Des Bains

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La nota

Riceviamo e pubblichiamo. “Da Richard Wagner e Umberto I, passando per la Regina Margherita, fu meta prediletta di artisti, aristocratici e intellettuali europei. Oggi l’antica dimora d’epoca torna a rivivere, grazie al progetto curato dall’architetto Sebastiano Leotta”. Così si legge in una nota.

La descrizione e la storia

“Un luogo che custodisce la propria storia, dove il fascino del passato incontra l’accoglienza autentica siciliana, attraverso un percorso di rinascita consapevole che restituisce agli ospiti un’esperienza sensoriale tra mito, natura e leggenda. Nel cuore di Acireale, tra i vicoli e i palazzi barocchi del centro storico, torna a rivivere l’antico Grand Hotel Des Bain: un’antica dimora dell’ottocento, per anni cuore e anima pulsante della comunità acese, fatta realizzare dal barone Agostino Pennisi di Floristella nel 1873 all’interno del complesso termale della città, per ospitare regnanti e aristocratici provenienti da tutta Europa, attratti dalle magnificenze del sito barocco e dalle proprietà benefiche delle sue acque legate al mito di Santa Venera”.

Il recupero della struttura

“Ci siamo subito trovati di fronte ai tratti tipici delle dimore storiche di quell’epoca – spiega l’architetto Leotta, proprietario del palazzo dal 2022 – caratterizzate da saloni molto ampi, grandi aperture di luce, profondi corridoi e tetti alti fino a sei metri. Il principio del progetto è stato quello di denudare l’edificio da tutti quegli elementi che andavano a logorare lo stile architettonico originario del palazzo, compromettendo la funzionalità dello stesso. A guidarci è stato il rispetto e la sensibilità verso stili e materiali preesistenti, che non sono stati stravolti, ma bensì recuperati”.

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“Numerosi i reperti – continua la nota – rinvenuti nel corso dei lavori di riqualifica, tra cui due targhe marmoree, ricollocate nell’androne della reception, con le testimonianze dei soggiorni di Richard Wagner, Umberto I e della Regina Margherita, su invito personale del barone Pennisi”.

“Amo restaurare e intrecciare la contemporaneità con la storia. Riuscire a farlo nella mia città – aggiunge Sebastiano Leotta – mi gratifica a livello personale, ma rappresenta al tempo stesso un impegno e una grande responsabilità di cui mi prendo carico verso la comunità acese”.

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