PALERMO – “Adesso la Rap non ha più scuse”. L’ultimatum è del sindaco di Palermo che inizia così la conferenza stampa convocata a Palazzo delle Aquile con l’assessore Sergio Marino, il presidente dell’azienda Giuseppe Norata e il direttore Roberto Li Causi per presentare il nuovo piano industriale 2020-2022, che segue il contratto di servizio approvato a Sala delle Lapidi per i prossimi 15 anni.
Un’occasione che il Professore sfrutta anche per attaccare il presidente della commissione Antimafia, Claudio Fava: “A settembre ho denunciato con un apposito report che sullo smaltimento illecito di ingombranti a Palermo c’è un’organizzazione criminale – dice Orlando riferendosi all’inchiesta di oggi – ma ho scoperto con stupore che della mia segnalazione non c’era traccia nella relazione conclusiva della commissione”.
Polemiche a parte, in conferenza l’amministrazione e la Rap hanno presentato i progetti per il prossimo futuro: impianti a Bellolampo, sconti Tari per chi fa la differenziata, geolocalizzazione dei mezzi e un aiuto ai commercianti messi in ginocchio dal Covid per pagare le tasse. “Abbiamo ereditato il contratto che era dell’Amia – spiega il sindaco – non avevamo neanche i sacchetti dell’immondizia. Oggi abbiamo un’azienda messa in sicurezza e che non vive nell’angoscia del presente”. In realtà neanche il presente è così roseo: la chiusura di Bellolampo comporta ancora extra-costi milionari che però Palermo proverà da un lato a scaricare sulla Regione (“ormai si è stabilito un principio”, sibila il sindaco), dall’altro a far diminuire grazie ai 260 milioni previsti dalla Finanziaria regionale e che tra qualche giorno la conferenza con le autonomie locali distribuirà con appositi decreti.
“Dei 300 milioni circa 40 sono interessati da riserve – continua Orlando – Gli altri saranno usati, come dice la legge, per aiutare le aziende colpite dal Covid. Ci dicono che le perplessità dell’Europa e dello Stato siano quasi superate”. A Palermo potrebbero andare fino a 30 milioni che il Comune intende usare per coprire gli ammanchi Tari, con un’operazione simile a quella Tosap: nessun tributo per il periodo del lockdown, dilazione per i debiti pregressi.
Ma il tema del giorno è il piano industriale che nei prossimi giorni sarà inviato al consiglio: “Bisogna migliorare lo spazzamento, passare dal 20 al 30% di differenziata entro il prossimo dicembre e fare di Bellolampo un vero polo tecnologico a servizio della Srr. Grazie agli impianti combattiamo il malaffare”. E se Marino ringrazia Sala delle Lapidi e promette premi ai cittadini virtuosi, al tempo stesso chiede a Rap di fare di più e meglio: “Se non raggiungiamo il 30% di differenziata, qualcuno perderà qualcosa”, il che suona come un avvertimento ai vertici aziendali.
“In Rap non c’è spazio per chi delinque – promette Norata – abbiamo somministrato centinaia di sanzioni e, grazie ai 5,5 milioni della Regione, apriremo nei prossimi mesi altri cinque centri di raccolta. Lo spazzamento sarà meccanizzato e il nostro impianto di biometano sarà il più grande del Sud Italia di proprietà pubblica. Biometano che potremo usare per rifornire i nostri mezzi, ma anche quelli di Amat, o per alimentare le case di Borgo Nuovo che sorgono nei pressi della discarica”.
Bellolampo merita un capitolo a parte: i problemi tecnici sulla settima vasca sembrano ormai un ricordo, ma è sulla sesta che si riuscirà addirittura a recuperare più spazio grazie a una risagomatura, a patto che la Regione dia il via libera. “Abbiamo liberato l’azienda da vecchie logiche – aggiunge Li Causi – questa è una sfida per noi, finalmente possiamo parlare di ciclo integrato dei rifiuti, non più di sola raccolta”. Il piano prevede un impianto di biometano in project financing entro metà 2021, un impianto per lo smaltimento degli ingombranti che farà risparmiare due milioni l’anno, la creazione di piattaforme per plastica, vetro e carta che eviterà di portare le frazioni negli impianti privati della provincia. E ancora il revamping della sesta vasca, pannelli fotovoltaici su quelle sature, potenziamento del Tmb e biogas, anche con l’aiuto della Cassa depositi e prestiti.
La vera sfida sarà però lo sconto Tari per chi porta i rifiuti nei Centri di raccolta: il sindaco vuole spingere sull’acceleratore, anche grazie all’apertura dei prossimi cinque nelle zone Basile, Giotto, Autonomia siciliana, Lanza di Scalea e Alberghieria.
Infine il personale: quasi 100 unità arriveranno dalla mobilità Reset, 80 invece dal Tribunale di Palermo entro l’anno, 40 circa dalla manutenzione strade che è stata tolta a Rap. “Bellolampo non sarà più un buco mangiasoldi – promette Li Causi – Stiamo razionalizzando i servizi, riorganizzeremo il personale, rivedremo gli itinerari della differenziata, faremo interventi congiunti nelle strade e geolocalizzeremo i mezzi: non vogliamo controllare il personale, ma sapremo il singolo mezzo dove si ferma e perché”.

