ADRANO – “Gradirei non essere associato a un parente con il quale non ho mai condiviso nessun percorso politico”. Agatino Perni – candidato a sindaco del comune di Adrano con la lista civica del movimento “Sfida collettiva Riaccendiamo la città” – non accetta alcun accostamento al nome dello zio Francesco Coco che negli anni ha avuto parecchi problemi con la giustizia ed è stato coinvolto in diverse inchieste antimafia sul clan Scalisi, la famiglia mafiosa collegata ai Laudani di Catania. Al momento è a piede libero.
I parenti non si scelgono. E le colpe dello zio non possono ricadere sul giovane candidato, che con durezza afferma che a parlare è la sua storia politica nel segno della “legalità”. Qualche anno fa però il suo nome era finito nelle intercettazioni dell’inchiesta della polizia per corruzione elettorale. Federico Floresta aveva fatto riferimenti “sospetti” in merito al bacino di voti di Perni. Ma oggi Floresta ha pubblicamente (a livello social) dichiarato l’appoggio al giovane Agatino Perni.
Abbiamo intervistato l’enfant prodige della politica adranita – nell’ultima tornata elettorale è stato il consigliere comunale più votato – che ci ha spiegato le motivazioni della sua candidatura e il suo “sogno” di città. E risponde anche in merito alla parentela con il boss adranita.
Dove nasce la decisione di scendere in campo?
Nasce dall’esigenza di dare risposte alla mia città, per troppo tempo abbandonata a se stessa, al degrado e all’incuria.
I primi tre punti del suo programma?
Ripulire la città dalle discariche a cielo aperto; collaborare con le istituzioni e le autorità per ripristinare la legalità; creare sviluppo economico favorendo la micro-imprenditoria e quella giovanile.
La sua parentela con il boss Francesco Coco – è suo zio – non potrebbe compromettere la sua campagna elettorale?
Ho sempre operato nella legalità e per la legalità. I miei concittadini mi conoscono e sanno e apprezzano principalmente questa mia qualità.
Tra i suoi main sponsor c’è l’ex consigliere Federico Floresta. Dopo quelle famose intercettazioni – in cui parlava del suo bacino di voti insinuando accuse gravi – vi siete chiariti?
Il mio unico sponsor è la città. Federico è un collega ed amico.
Tanti, troppi sospetti di mafia, hanno rotto la serenità del lavoro del consiglio comunale negli ultimi anni. Agatino Perni si impegna a creare anticorpi forti contro i due clan adraniti? E anche la corruzione?
È uno dei miei caposaldi. Conosco profondamente il territorio e comprendo l’esigenza di ripristinare i presidi di legalità. È una città che reclama aiuto ha bisogno di un sindaco coraggioso che non si faccia intimorire e affronti a testa alta tutta le insidie che si presentano per ristabilire ordine, sicurezza e senso civico. La corruzione va combattuta ad ogni livello sia interna che esterna alla casa comunale. Non permetterò che accordi di convenienza spingano ancora più giù il decoro e la bellezza della mia città.
Quale Adrano sogna?
Sogno una città sicura, pulita e laboriosa. Vorrei che ogni giorno i miei concittadini si sentano al sicuro e fieri della loro città.

