Aidone, matricida a giudizio, il pm: “Condannatela a 16 anni”

Aidone, matricida a giudizio, il pm: “Condannatela a 16 anni”

È il caso dell’uccisione della signora Vittoria Malaponti
CORTE D'ASSISE
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AIDONE (ENNA) – Il Pm Domenico Cattano ha chiesto 16 anni di reclusione per Maria Gozza, la quarantottenne di Aidone che il 16 novembre 2021 ha ucciso brutalmente sua madre, Vittoria Malaponti, nella loro casa del quartiere San Giacomo. La richiesta dell’accusa è arrivata al termine della requisitoria.

I giudici della Corte d’assise di Caltanissetta, presieduta da Roberta Serio, giudice a latere Simone Petralia, hanno rinviato al 24 ottobre. In quella data è in programma l’arringa dell’avvocato della Gozza, il penalista del foro di Enna Carmelo Lombardo. In aula si è costituita parte civile una sorella della vittima, assistita dall’avvocato Dario Mori del foro di Catania.

La scena del delitto

La vittima, si ricorda, fu trovata dai carabinieri in bagno con il cranio fracassato. Nell’aprile dell’anno scorso l’imputata si è trasferita ai domiciliari nella comunità del Cappuccini Santa Maria degli Angeli di Troina. Intanto il processo prosegue mentre l’imputata si trova da quasi un anno e mezzo agli arresti domiciliari.

Nella requisitoria, il Pm ha riconosciuto le attenuanti generiche prevalenti sulle circostanza aggravante. L’unica aggravante all’omicidio è il rapporto tra madre e figlia. Ma sino a qualche mese fa questo sarebbe bastato a giustificare l’esclusione di qualunque opportunità che le attenuanti fossero ritenute prevalenti.

La pronuncia della Consulta

A maggio però è subentrata una pronuncia della Consulta, che è intervenuta sulla distorsione della normativa, intervenendo su un caso di un ragazzo che aveva ucciso il padre che maltrattava la madre. E la pronuncia della Corte Costituzionale, com’è ovvio, è immediatamente applicabile.

Questo, in estrema sintesi, lo ha specificato il pm nella requisitoria. Da qui la richiesta di pena particolarmente bassa, per un’accusa di omicidio aggravato. Del resto l’imputata ha raccontato com’erano andate le cose e si trattava di un caso decisamente fuori dagli schemi. Un caso che non ha nulla a che vedere con un delitto a sangue freddo.

Il profilo della vittima

Tutt’altro. La Gozza si è sempre occupata della mamma. In aula ha deposto un medico legale sulla capacità o meno d’intendere e di volere. Nell’interrogatorio di garanzia, lei ha confessato al gip di avere ripetutamente colpito la madre, al termine di una lite scaturita dal fatto che la donna, con diverse patologie, si rifiutava di trasferirsi in una struttura riabilitativa.

L’imputata ha anche aggiunto di aver accudito la madre per oltre 20 anni, da quando era morto il padre. Ma nel mese antecedente al delitto, la vittima le avrebbe chiesto di assisterla 24 ore su 24. La Gozza aveva così dovuto abbandonare il lavoro di Oss e massaggiatrice che svolgeva.

L’inchiesta

In questa situazione, a un certo punto, si sarebbe consumato il delitto. Quel maledetto martedì mattina la quarantasettenne aveva chiamato i carabinieri chiedendo aiuto e dicendo che la madre si era suicidata. Il cadavere era in una pozza di sangue, con numerose ferite. E i sospetti si incentrarono sin da subito su di lei, fino alla confessione.

L’indagine è stata condotta dai carabinieri della stazione di Aidone, diretti dalla compagnia di Piazza Armerina, in collaborazione con gli uomini del nucleo investigativo di Enna; e sotto il coordinamento della magistratura ennese. Maria Gozza ha sempre lavorato privatamente come fisioterapista, utilizzando quanto appreso nei corsi di “operatore del massaggio” e “tecnico dei servizi sociali” seguiti per andare a casa delle persone, soprattutto anziane e famiglie della sua cittadina, a dar loro una mano a gestire piccoli acciacchi.

Anche per questo, ma anche per la sua attività di volontaria – che la portava ad esempio a partecipare alla cosiddetta “terapia del sorriso”, con abiti colorati, per i bambini del reparto di pediatria – da Enna e Piazza Armerina, diverse persone sono andate a trovarla in carcere dopo il delitto.


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