Allarme rapine nei supermarket | "Noi dipendenti come in trincea" - Live Sicilia

Allarme rapine nei supermarket | “Noi dipendenti come in trincea”

"Una guerra tra chi fa il proprio dovere e chi cerca soldi facili, ma nessuno può fare l'eroe". Furti e rapine rappresentano un incubo per i clienti e i lavoratori dei centri commerciali e dei supermercati della città. Lo sfogo di un cassiere: "Usati come un bancomat dai malviventi, l'ultima volta mi hanno puntato un coltello alla schiena".

Palermo - Il fenomeno
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PALERMO – Un coltello puntato allo schiena. Sorpreso alle spalle quando la fila alla cassa è ancora lunga e manca soltanto mezz’ora alla chiusura. Quando si abbasseranno le saracinesche potrà tornare a casa, riabbracciare la moglie e i suoi due bambini di cinque ed otto anni. Sempre che vada tutto bene. Già, perché il supermercato in cui lavora viene preso d’assalto dai rapinatori con una frequenza preoccupante. “Sembra il loro bancomat”, dice sconfortato. Lui, 42 anni, è dipendente di una catena di supermercati che in città ne ha visto di tutti i colori: i malviventi si presentano quasi sempre armati di pistola o di coltello e recentemente sono passati all’azione anche impugnando delle mazze. Pochi spiccioli o bottini d’oro non fa differenza: il terrore vissuto in quei momenti è sempre lo stesso e pietrifica chi lo prova.

“Già – racconta – impossibile abituarsi o restare tranquilli. Apparentemente si mantiene la calma per non provocare conseguenze più gravi, ed è inutile tentare di fare gli eroi. Ma contro la paura non si può fare nulla. L’ultima volta mi hanno minacciato con un coltello. Lo tenevano poggiato sulla mia schiena. Ho temuto per il peggio. Il cassetto del registratore di cassa era aperto perché c’erano ancora diversi clienti e quindi hanno arraffato tutti i soldi, circa quattrocento euro e dopo essersi guardati intorno sono scappati. Chi si trovava qui è andato via sconvolto – aggiunge – e non possiamo biasimare nessuno. E’ inevitabile che se questi episodi si ripetono così spesso diventano un problema per i clienti, che cominciano a non sentirsi più al sicuro. Se consideriamo che questa gente non si ferma davanti a nulla, anche di fronte alla presenza di anziani e mamme coi bambini, possiamo parlare di una vera e propria emergenza”.

Della stessa opinione è l’impiegato di un punto vendita “Ferdico” del centro città, dove due malviventi con il volto coperto hanno puntato la pistola contro una sua collega che quindici giorni fa si trovava alla cassa. “Lei lavora qui da poco – racconta – e non è stato un bell’inizio. Io ero in reparto quando ho capito che qualcosa non andava. La paura tra i clienti che avevano già visto quei due ragazzi incappucciati è stata subito tangibile. Poi quella pistola, puntata dritta in faccia alla collega. Hanno preso i soldi in pochi secondi, ma per noi quei momenti sono stati interminabili”.

Insomma, una giornata di lavoro qualunque può trasformarsi in un’impresa a Palermo. L’incubo-rapina nei supermercati e nei centri commerciali non riguarda soltanto i clienti, come ha già raccontato LiveSicilia dopo l’ennesimo colpo al centro commerciale “Conca d’Oro” dello Zen, ma anche chi ogni giorno sta dietro quei banconi, lavora tra gli scaffali o si occupa delle casse nei grandi centri di distribuzione. Coloro che si definiscono “in trincea”, gli stessi che sotto la minaccia di un’arma vengono messi con le spalle al muro: “In quei momenti non si può far nulla – dice un cassiere di 36 anni che lavora presso l’ipermercato del centro commerciale Forum, a Brancaccio. Qui per fortuna non è mai successo, ma quando lavoravo da Auchan, alcuni anni fa, ho provato sulla mia pelle un grande senso di impotenza. In questo centro commerciale, purtroppo, si sono verificate due rapine che hanno preoccupato un po’ tutti. Ma contiamo in una maggiore efficienza dei controlli all’esterno da parte delle forze dell’ordine ed ovviamente anche in quella interna, effettuata dai vigilantes”.

L’impiegato si riferisce al maxi colpo da settantamila euro messo a segno la vigilia dell’Epifania da “Cisalfa Sport” e alla rapina al McDonald’s, preso di mira soltanto pochi giorni dopo l’apertura. “Sì, ho saputo quello che è successo – dice Maria Rosaria Di Stefano, che si trova al fast food coi suoi due bambini – ma abito nella zona di Ciaculli e venire qui per noi è molto comodo. Speriamo che non accada più, non possono prendere d’assalto i posti in cui si trovano anche dei bambini”.

“La verità – dice il commesso di un negozio di abbigliamento del Conca d’Oro – è che siamo tutti in guerra. Una guerra perenne tra chi si sacrifica lavorando anche più del dovuto per portare il pane a casa e tra chi cerca i soldi facili. Nell’attività commerciale in cui lavoro si sono spesso verificati dei furti, l’altro giorno abbiamo sorpreso un ragazzo che non aveva nemmeno diciotto anni mentre tentava di infilare in tasca una cintura di quindici euro. Ormai si rischia per pochi spiccioli, ma rischiamo anche noi che possiamo assistere ad episodi del genere, ma anche ad azioni più violente, come quella di un anno e mezzo fa che ha sconvolto tutti”.

Quel giorno un uomo fu picchiato, scaraventato a terra nell’area esterna. Si trattò del corriere che aveva prelevato l’incasso di diciotto mila euro del Burger King dello stesso centro commerciale e quello del fast food del “Poseidon” di Carini: stava per andare a versare il denaro in banca quando fu assalito da quattro malviventi. Le indagini della polizia hanno condotto a quattro giovani arrestati pochi giorni fa, ma la paura non è andata via. “Non voglio dare la colpa alla zona – dice la dipendente di un negozio di articoli per la casa – perché accade qui allo Zen come a Brancaccio o a Borgo Nuovo, ma di certo questa città non sta attraversando un periodo felice. Io ho paura di andare in macchina, attraverso l’area del parcheggio con una sensazione di angoscia che raramente avevo provato nella mia vita. Purtroppo chi vuole agire, sa quando farlo. Per questo non ci resta che aggrapparci alla speranza e, perché no, alla fortuna”.


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Commenti

    Il problema c’era, c’è e ci sarà se le pene, per questi reati nn verranno modificate. L’ impunità per gli autori è ormai nota….lo sanno che male che vada andranno agli arresti domiciliari. Purtroppo la nostra nazione è fatta di troppi paladini delle legge a modo proprio….si parla di recupero sociale inserimento nella società civile ed altro e quindi i delinquenti conoscendo a menadito le leggi, a loro favore spadroneggiano. Le pistole, quasi sempre giocattolo nn costituiscono aggravante perché nn previste dal codice in quanto arma nn atta ad offendere…ed ecco spiegato il motivo. Io dico ai signori Ferdico, ai titolari di grosse catene alimentari e negozi con brand conosciuti…..vigilanza armata. Nooooo loro sono assicurAti l incasso rapinato verrà restituito quindi chi rischia e’ il dipendente ed i clienti in fila alle casse. Li arrestano ? Sempre se arrivano in tempo…..bene ore ed ore di verbali la mattina seguente la direttissima e poi tutti a casa come se nulla fosse successo . Quindi…. Di cosa parliamo…….

    il problema è che la gente onesta va via e la munnizza resta.
    resta e magari dopo commettere il primo, il secondo, il terzo o l’ennessimo reato senza fare mai un giorno di galera finisce poi per vantare diritto nelle c.d. categorie protette ed aspirare al tanto ambito “posto alla regione”

    Si dovrebbe fare come in America: Un bel fucilazzo sotto il bancone. Appena entra una faccia strana con fare sospetto, gli si tira na bellissima fucilatazza alle gambe e dopo gli chiedi gentilmente di andarsene e di portarsi via ciò che resta delle gambe. Basta mandare il primo a vita sulla sedia a rotelle e tranquilli che il secondo prima di entrare in quel negozio ci pensa 2 volte.

    E’ evidente che e’ in atto un progetto criminale che prevede un’ operazione ” insicurezza” ai danni dei cittadini e degli imprenditori finalizzato a riproporre un sistema illegale di protezione che sostituisca quello , purtroppo , inefficente dello stato.Urge un potenziamento delle forze dell’ ordine sul territorio cittadino e non cadere nella trappola per paura.

    Devo campare pure loro la famiglia……..non lamentatevi

    dite sempre grazie alle istituzioni ed ai giudici

    Questo delle rapine è un fenomeno collaterale che certifica ulteriormente l’efficacia della lotta all’organizzazione mafiosa da parte delle Forze di polizia, della DIA e della Magistratura. Avere smantellato totalmente questa organizzazione che, in assenza di uno Stato non più capace di garantire la sicurezza a causa dei continui tagli economici, avrebbe, anche se è triste ammetterlo, potuto garantire in cambio del pizzo una forma, chiamiamola alternativa, di sicurezza a questi centri commerciali, ricorda tanto da vicino quello che sta avvenendo ad esempio in paesi come la Libia ed l’Iraq dove, una eliminati i dittatori Gheddafi e Saddam Hussein che, certo con il terrore, tenevano sotto controllo questi paesi garantendone la governabilità, si è determinato il diffondersi di una miriade di bande armate che adesso spadroneggiano indisturbate nel caos totale. Va bene eliminare la mafia, ma lo Stato dovrebbe sostituirsi alla stessa nel controllo del territorio.

    Dimmi una cosa: se una sera rientri a casa e trovi la porta scassinata e ti rendi conto che dentro casa ci sta qualcuno cosa fai? in base a quello che hai detto, lo fai sedere sulla poltrona, di a tua moglie di fargli il caffe magari gli offri pure dei biscottini, e nel mentre tu prendi tutte le cose di valore, le metti in un pacco e gli dai una mano a caricale in auto? faresti cosi?

    Cosa si può fare per debellare la criminalità diffusa e organizzata a Palermo e in tutta italia i ngenerale?1 aumentare tramite leggi le pene per i criminali che fanno reati pericolosissimi contro la persona e che destano grandissima pericolosità sociale 2 mandare l’esercito con migliaia di miliatari ed altre centinaia di Poliziotti e Carabinieri in quelle città degradate come Palermo per un maggiore controllo del territorio dal punto di vista logistico,3 la politica in generale dovrebbe trovare i soldi per fare installare un sistema di videosorveglianza in quelle città degradate e fuori controllo come Palermo,4 certezza della pena,5 fare costruire nuove carceri sempre tramite i tagli ai costi della Politica e prendendo i soldi dall’evasione fiscale che hanno fatto le banche e le Società di Slot Machines,mi pare che il Governo Letta condonò 98 Miliardi di Euro di evasione fiscale che hanno fatto le Società di Slot Machines e gli hanno fatto pagare solo 500 milioni di Euro,e alcune banche hanno evaso 5 Miliardi di Euro e mi pare che sempre il Governo Letta su 5 Miliardi di Evasione fiscale gliene chiese solo 1 miliardo,e inoltre questo Governo dovrebbe fare delle leggi per tagliare i costi dei Manager pubblici più pagati e così vi renderete conto che i soldi in questo Stato ci sono e con tutti quegli esempi che vi ho fatto lo Stato potrebbe investire in sicurezza a 360 gradi anche aumentando di moltissimo lo stipendio mensile di tutti i Poliziotti e Carabinieri e sarebeb una cosa giustissima oltretutto,e con tutti quei soldi che lo Stato italiano potrebbe prendere ed avere a disposizione uno Stato serio farebbe costruire decine di carceri anzichè fare leggi e decreti legge vari di indulti,svuota carceri,leggi di buona condotta a favore dei carcerati e dei delinquenti e la depenalizzazione di reati che ha fatto Renzi,ma di tutti quei condoni fiscali di Banche e Società di Slot Machines non ha fatto niente lo stesso questo Governo attuale

    gli offrirei un piattu ri pasta con aglio e olio …. e se fossi in quella situazione farei la stessa cosa ….. non mi vegogno a dirlo

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