PALERMO – “Tu come stai, che fai?”, scriveva l’amante a Matteo Messina Denaro. Gli ultimi messaggi WhastApp risalgono al 13 gennaio 2023. Tre giorni dopo il padrino sarebbe stato arrestato.
“Io sono ko, senza febbre, ma dolori mal di testa, naso chiuso tosse senza voce no covid e tu?”, chiedeva la donna. “Come va amore?”, aggiungeva. E il padrino rispondeva: “Ciao gioia non va bene”. La donna era preoccupata: “Sei libero ti posso chiamare desidero parlarti”.
L’amante sapeva che il suo interlocutore era Messina Denaro oppure era davvero convinta, come lei stessa ha raccontato, che fosse il medico anestesista in pensione Francesco Salsi? Ruota attorno a questo interrogativo uno dei tanti filoni di inchiesta della Procura di Palermo che contesta alla donna l’ipotesi di favoreggiamento aggravato. Nei giorni scorsi è stata interrogata e si è avvalsa della facoltà di non rispondere.
Si scava nella sua vita. Il marito della donna, professoressa di matematica, in passato ha avuto guai con la giustizia. Aveva fatto dei favori a Franco Luppino, boss di Campobello di Mazara da sempre legato a Messina Denaro.
Alcuni giorni dopo l’arresto del capomafia latitante la donna si era presentata spontaneamente per riferire ai carabinieri di avere conosciuto Messina Denaro, alias Salsi. Ammise che si erano incontrati una volta fra ottobre e novembre 2022 nel covo di Messina Denaro in via Cb31 a Campobello di Mazara. Si erano dati appuntamento a Mazara del Vallo, lei aveva lasciato la sua auto ed era salita sulla Giulietta del boss.
Nel suo racconto, però, ci sono delle contraddizioni. Una telecamera dal negozio “Acqua e Sapone” all’angolo della strada dove c’è il covo ha ripreso l’arrivo della donna in auto l’8 luglio 2022. Ha parcheggiato ed ha proseguito a piedi rivolgendo prima uno sguardo verso l’interno del cortile e poi verso la Giulietta di Messina Denaro. Alle 11:44 è entrata nell’appartamento per uscire alle 12:16.
Rispetto al racconto reso nel gennaio 2023 sono diversi il mese dell’incontro (luglio e non ottobre-novembre) e il modo in cui è arrivata a Campobello di Mazara (con la sua macchina e non a bordo dell’Alfa del capomafia).
La maestra Laura Bonafede, storica amante di Messina Denaro, era gelosissima. Così scriveva in una lettera indirizzata al boss il 30 ottobre 2022: “Alle 11:40 circa ho visto handicap che usciva dalla zona chiave, dritta come un palo e con una Louis Vuitton sicuramente regalata da te. Regali borse come un distintivo?”.
“Sbrighisi”, “Acchina”, “Handicap” sono tutti soprannomi che Bonafede dava alla donna nella corrispondenza con il latitante. Nel 2022 scriveva: “Avevo capito che tra sbrighisi e rubinetto (soprannome del marito della donna ndr) era tutto finito ma ne ho avuto conferma con il virus (si riferisce al Covid ndr). Dici che Acchina ti aiuta come può ma cosa può fare?!”.
In un altro passaggio aggiunge: “Credo di averti già risposto su Acchina dicendo che ti credo che è tutto finito perché altrimenti non me l’avresti raccontato. C’è qualche data che mi lascia un po’ così ma credo che ti ho detto anche questo e mi riferisco al 2017. Questa gatta morta vedi cosa sa fare. Quindi se non ti avesse lasciato, questa storia sarebbe potuta continuare? Ti ha ferito nell’orgoglio”.
Cosa era accaduto nel 2017? Messina Denaro e la nuova amante si conoscevano già allora? “Tu mi parli di aprile 2022 (probabilmente come data di inizio della relazione ndr) ma Sbrighisi non aveva rapporti con Svergognata (personaggio non identificato ndr) già da prima. Quindi era un suo progetto? E poi se ben ricordi che ti disse che voleva parlarti già nell’agosto 2017, o l’hai dimenticato?”, scriveva la maestra Bonafede condannata per mafia a 11 anni e 4 mesi.

