PALERMO – “Che stiamo vivendo tempi strani e folli è ormai risaputo, ma che l’Amat intenda spendere soldi pubblici per la comunicazione rasenta il ridicolo”. Lo afferma Sabrina Figuccia, consigliera comunale dell’Udc di Palermo, che prosegue: “Un paio di settimane fa, i vertici dell’azienda di via Roccazzo hanno deciso di stipulare una convenzione con alcune agenzie di stampa per divulgare le proprie iniziative, con un impegno di spesa di circa 10 mila euro. Il presidente Cimino & C. hanno avuto davvero un bella idea, soprattutto in momento nel quale la stessa azienda è sull’orlo del fallimento, con i dipendenti rimasti senza stipendi e con la maggior parte dei mezzi chiusi nei depositi per l’emergenza sanitaria. Un bel modo di sperperare fondi pubblici (l’Amat sopravvive grazie ai contributi di Regione e Comune) e soldi dei cittadini, che sovvenzionano l’azienda con il pagamento di biglietti ed abbonamenti (per un servizio che purtroppo tutti i palermitani conoscono bene…) e con le zone blu e la Ztl (almeno per adesso sospesa). Ma c’è di più: perché non affidarsi all’ufficio stampa del Comune, socio unico di Amat? Perché non cercare tra i propri dipendenti magari qualche giornalista pubblicista, come detta la legge? E poi, perché fare una sorta di trattativa privata soltanto con tre agenzie e non fare un bando pubblico aperto a tutti gli operatori? Insomma, con una sola decisione, i vertici dell’Amat hanno collezionato una bella serie di pessime figure, come sempre sulla pelle dei palermitani. Mi auguro che il sindaco Orlando intervenga per impedire questo scempio”.
Sulla vicenda interviene anche Ugo Forello, capogruppo di Oso al consiglio comunale: “La decisione dei vertici dell’Amat oltre che inopportuna, appare del tutto illegittima ed arbitraria. In un momento in cui sono a rischio gli stipendi dei lavoratori della partecipata, sperperare in questo modo circa 10 mila euro è inaccettabile”, dice. “Ancora di più per la circostanza che fra i dipendenti della partecipata vi sono anche giornalisti che avrebbero potuto svolgere le funzioni di addetto stampa e che, invece, vengono destinati ad oggi a funzioni diverse. Inoltre, attribuire le funzioni e i comunicati stampa alla gestione di un noto quotidiano on line siciliano, vicino a una nota forza politica, risulta ancor di più incomprensibile – prosegue -. La società è ormai fuori qualsivoglia forma di controllo analogo del Comune. E’ opportuno un intervento urgente dell’amministrazione e dei dirigenti del settore per bloccare e porre nel nulla questa pseudo convenzione con agenzie di stampa. Anche il sindacato unitario dei giornalisti si faccia sentire“.
“Stamattina ho richiesto durante la seduta della commissione bilancio di avere immediato riscontro circa il pagamento degli stipendi dei lavoratori Amat e di aprire il confronto sul futuro di un’azienda in seria difficoltà economico-finanziaria e pregiudicata dalle scelte infelici di mobilità di questi anni, tram in testa – dichiara l’esponente di punta +Europa in Sicilia Fabrizio Ferrandelli – Inoltre, ho inviato formale richiesta di accesso agli atti al ragioniere generale e al dirigente responsabile delle società controllate per capire quali somme devono essere ancora liquidate ad Amat, quali sono i motivi dei ritardi nei pagamenti e quali sono le tempistiche di trasferimento delle somme. Trovo al contempo, quantomai singolare, che mentre l’azienda è in sofferenza economica tanto da non riuscire a pagare i dipendenti, che in questi mesi sono stati in trincea affrontando rischi, si trovino le risorse economiche per esternalizzare parte della comunicazione istituzionale, pur avendo al proprio interno figure adatte. Il tutto, a quanto pare, senza nessuna procedura di evidenza pubblica. Raccolgo il grido dei sindacati sul futuro dell’azienda, ma allo stesso tempo questo non potrà che partire da una profonda operazione di verità su scelte industriali e critiche gestionali – conclude Ferrandelli.”
È quanto meno imbarazzante e vergognoso che un’azienda costretta a ricorrere alla cassa integrazione per i propri dipendenti, priva di liquidità di cassa, in perenne ritardo nel pagamento degli stipendi dei propri dipendenti, decida di investire cosi 10.000 euro – dicono i consiglier M5s Concetta Amella, Antonino Randazzo e Viviana Monaco – È un investimento che non migliora né la qualità dei trasporti e né l’immagine dell’azienda. Piuttosto ci si impegni nella risoluzione dell’appalto per i il servizio del global service, la cui proroga costa all’azienda quasi 300.000 euro in più di quelli previsti”.

