Nuovo rinvio sul futuro di Amia |Sentenza il 6 novembre

Nuovo rinvio sul futuro di Amia |Sentenza il 6 novembre

Il tribunale fallimentare, che oggi avrebbe dovuto esprimersi sul concordato preventivo messo a punto dal liquidatore Baldassare Quartararo, ha rinviato la decisione. Ma c'è ottimismo.

PALERMO – Ancora un rinvio. Non sembra avere fine la vicenda dell’Amia, la società del comune di Palermo per l’igiene ambientale, su cui si sarebbe dovuto pronunciare oggi il Tribunale fallimentare per decretarne la salvezza, attraverso il concordato preventivo, o il fallimento. Le parti, ovvero Palazzo delle Aquile, i commissari straordinari e gli stessi giudici, hanno deciso di comune accordo di rinviare il tutto al 6 novembre.

Il ministero dello Sviluppo economico, infatti, non ha ancora acquisito il parere del proprio comitato di sorveglianza, obbligatorio per legge, che però dovrebbe arrivare a giorni. A quel punto, la proposta di concordato sarà completa anche se bisognerà ancora aggiustare qualcosa.

Nonostante questo, però, c’è ottimismo: la decisione del Tribunale di un ulteriore rinvio sembra far ben sperare la società che adesso aspetta il 6 novembre per capire quale sarà il proprio futuro. “Le motivazioni del rinvio tecnico – ha detto il sindaco Leoluca Orlando – ci fanno sperare che entro la metà di novembre possa cominciare un processo per riportare l’azienda sotto il controllo dell’Amministrazione comunale”. Già, perché qualora il tribunale dovesse accettare la proposta di concordato, dal giorno dopo l’azienda non sarebbe più gestita dai commissari ma dal liquidatore Baldassarre Quartararo nominato direttamente da Palazzo delle Aquile. Chi era presente descrive il clima di stamane come molto sereno, specie tra piazza Pretoria e i commissari: una novità alla luce delle dichiarazioni di guerra delle scorse settimane che potrebbe aver convinto i giudici a dare ancora fiducia all’azienda di piazzetta Cairoli.

Ma i nodi sul tappeto, comunque, rimangono tutti. Il 4 novembre, infatti, scadranno i 45 giorni a disposizione dell’azienda e dei sindacati per risolvere la questione dei 301 licenziamenti decisi dai commissari a settembre. E dal momento che gli stessi commissari hanno più volte dichiarato di non poter fare altrimenti, viste le difficili condizioni economiche dell’azienda, i lavoratori speravano che oggi il Tribunale restituisse la società ad Orlando per chiedere al primo cittadino di fermare la procedura avviata.

“Speriamo che i commissari congelino la loro decisione – dice un sindacalista – e ci permettano di confrontarci col Comune”. Anche perché si vocifera che già a fine anno possano arrivare i primi soldi del Cipe per la sesta vasca di Bellolampo e l’impianto di compostaggio che non solo farebbero risparmiare nell’immediato l’Amia, ma garantirebbero gli introiti di una cinquantina di comuni della Provincia oggi costretti ad andare a Messina o a Trapani per lo smaltimento. “E se dovesse partire anche il secondo step della differenziata – aggiunge il sindacalista – allora ci sarà bisogno di tutti i lavoratori. E i licenziamenti diverrebbero superflui”.

 


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