"Amia o Rap, non cambia nulla| Sì all'obiezione fiscale"

“Amia o Rap, non cambia nulla| Sì all’obiezione fiscale”

“Amia o Rap, non cambia nulla| Sì all’obiezione fiscale”

"Lanceremo una iniziativa per organizzare l'obiezione fiscale nei confronti di una Amministrazione che non garantisce tramite la sua partecipata il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti pagato a caro prezzo dai palermitani con la Tari".

antonella monastra (pd)
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PALERMO – “La cattiva gestione dei rifiuti a Palermo è sotto gli occhi di tutti: che si chiami Amia o Rap, è sempre lo stesso refrain. Tributi alle stelle, emergenza rifiuti, niente raccolta differenziata e scaricabarile sulle responsabilità di questo disastro. Nel 2014 avevo già sollecitato il Sindaco a valutare l’eventualità di adottare provvedimenti nei confronti di quegli stessi dirigenti, oggi in Rap e protagonisti del periodo infausto dell’Amia, che continuano ad esercitare ruoli decisionali”. Lo dice il consigliere del Pd Antonella Monastra. “Oggi mi stupisco che l’amministrazione Orlando e la stessa Rap , a fronte dello ‘scippo’ nei confronti dei cittadini con la Tari, non abbia mosso un dito per ridurre la produzione dei rifiuti e far sì che la differenziata raggiunga le percentuali indicate dalla legge – continua la Monastra – la raccolta differenziata non è un optional ma un obbligo dettato dalle norme nazionali ed europee. Grazie ad un mio emendamento al regolamento Tari, la Rap inoltre avrebbe dovuto istituire isole ecologiche in ogni circoscrizione entro gennaio del 2015 ma in città ancora non ne abbiamo traccia, impedendo fra l’altro al cittadino virtuoso di avere una riduzione del 30% della tassa sui rifiuti. Lanceremo una iniziativa per organizzare l’obiezione fiscale nei confronti di una Amministrazione che non garantisce tramite la sua partecipata il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti pagato a caro prezzo dai palermitani con la Tari”.

“Purtroppo avevamo ragione, era cambiato soltanto il nome – dice il capogruppo Pd Rosario Filoramo – Prima Amia, oggi Rap. Niente sarebbe potuto cambiare in un azienda che nell’ultimo decennio si era occupata solamente di trasportare i rifiuti raccolti in città nella discarica di Bellolampo. Infatti giunti ormai al quarto anno della gestione del Sindaco Orlando, tutto è come prima. L’azienda continua a trasportare rifiuti, non avendo incrementato assolutamente il livello di differenziata e l’estate insieme al caldo ci regala le strade invase dai rifiuti. Un enorme fallimento. A poco vale adesso minacciare licenziamenti e fare la voce grossa. L’azienda era fallita con il centrodestra, è stato un errore salvarla senza incidere sulle ragioni del suo fallimento: il management vecchio e colluso con le precedenti gestioni. Ai palermitani questa scelta, alla quale, noi del Pd da soli ci siamo opposti,nel silenzio e nell’acquiescenza del centrodestra, costa il nuovo fallimento del servizio di raccolta dei rifiuti. Ai palermitani è costata in questi tre anni la Tares e la Tari più alta d’Italia e lo scippo degli undici milioni che nel 2013 furono fatti pagare ai nostri concittadini in difformità al contratto di servizio vigente in quel tempo. Quegli undici milioni andavano restituiti nel 2014, arroganza e supponenza di chi governa hanno invece consegnato quelle risorse a Rap. Un furto. In presenza di un dato incontrovertibile, i rifiuti non vengono raccolti, la differenziata non decolla chiediamo all’Amministrazione un atto di responsabilità. La modifica del regolamento della Tari, con l’introduzione di quel sistema di agevolazioni e premialità per i cittadini virtuosi e sanzioni e sovraprezzi per coloro che non partecipano a tenere la città pulita. Chiediamo inoltre che la riduzione promessa del 7% venga incrementata di quegli undici milioni scippati nel 2013. Non staremo zitti sino a quando non si ricostituirà il necessario leale rapporto tra amministrazione e cittadini che chi ha governato Palermo dal 2001 ad oggi ha calpestato”.

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