"Anche l’omo nobilita il lavoro" |Presentato il Pride 2014

“Anche l’omo nobilita il lavoro” |Presentato il Pride 2014

La festa dell’orgoglio omosessuale quest’anno mette al centro il tema del lavoro.

alla feltrinelli
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CATANIA. “L’omo nobilita il lavoro”, non solo il contrario. E’ lo slogan della festa dell’orgoglio omosessuale quest’anno sarà c’entrata appunto sulla rivendicazione di eguali diritti nel mondo del lavoro e contro tutte le discriminazioni di carattere omofobo di cui sono vittime persone gay, lesbiche, bisessuali, transessuali, queer e intersessuali. In un momento già di grave crisi e disoccupazione chi è colpito da precarietà si ritrova anche ad essere tagliato fuori e giudicato solo sulla base del proprio orientamento sessuale. Un focus che vedrà anche la stretta compartecipazione e sostegno di molte associazioni, organismi politici e sindacali; a partire dalla Cgil, Cisl, Fiom e Cobas e di Catania Bene Comune.

Insomma, un cartellone fitto di eventi ed incontri quello promosso dal direttivo Arcigay catanese per la settimana pride 2014 che durerà cinque giorni. E l’apertura ufficiale si svolgerà questa sera alle ore 20.00 nel cortile della Cgil in via Crociferi, momento nel quale verrà presentato un documento politico e si terrà un incontro con i sindacati confederati e di base e con rappresentanti del mondo sociale sul tema del lavoro. A presentare ieri gli eventi di tutta la settimana, alla Feltrinelli, il presidente Arcigay Catania Alessandro Motta. “Il tema che abbiamo scelto – ha spiegato – è quello del lavoro, proprio perché all’interno del nostro movimento stiamo portando avanti un percorso omosessuale di analisi politica su tematiche che riguardano naturalmente anche la rivendicazione dei diritti degli omosessuali. Le proposte saranno molte. Abbiamo avuto un ottimo riscontro da parte dei sindacati, a partire dalla Cgil. Nel documento – ha continuato – chiediamo che i luoghi di lavoro sia pubblici che privati si adeguino agli equality Standard e che vengano messe in atto politiche di Gender Management al fine di contrastare tutte le discriminazioni basate sugli orientamenti sessuali. Sono molti per esempio i transessuali con difficoltà oggettive a trovare un lavoro: superano il colloquio – ha concluso – ma poi quando mostrano i documenti vengono rifiutati”.

E c’era anche il presidente nazionale Arcigay, Flavio Romani, il quale seguirà quest’oggi l’apertura del pride 2014 catanese. “ Sono qui intanto per complimentarmi con i ragazzi dell’Arcigay Catania per il lavoro che da anni portano avanti su questa città, organizzando tra le varie cose un pride ogni anno che riesce a coinvolgere davvero tutta la società civile. Questo è un bene per tutti, perché significa che la città intera coglie il senso delle rivendicazioni che portiamo avanti”.

Ma c’è anche purtroppo chi non coglie ogni anno il senso della manifestazione, storcendo il naso di fronte allo stile vistoso e colorato della parata. “A chi critica – ha detto ancora Romani – la nostra manifestazione considerandola solo come una ‘Carnevalata’ li invito a venire al pride per conoscere davvero i contenuti di cui ci facciamo promotori. La nostra è una manifestazione di libertà e di visibilità, proprio per venire fuori dal buio in cui il mondo gay è stato costretto a rifugiarsi per troppo tempo. Ritengo che ognuno possa partecipare alla parata come meglio crede. Io per comodità indosso pantaloncini e maglietta, ma chi vuole venire con i tacchi a spillo e la parrucca è libero di farlo senza costrizioni. Ci sono dei concetti che in questo senso mi fanno rabbrividire: alcuni dicono che i gay per rivendicare i propri diritti dovrebbero sfilare indossando giacca e cravatta. Non è così perché chiunque è libero di rivendicare i propri diritti a prescindere da come si presenta. La credibilità di una persona non dipende da quello. La nostra – conclude Romani – è una manifestazione gioiosa, libera, divertente ma piena di contenuti”.

E come accennato ad aderire alle giornate del Pride catanese 2014 anche Catania Bene Comune. “I mesi appena trascorsi – spiega Matteo Ianniti – ci hanno consegnato una grande vittoria e una grande consapevolezza. La straordinaria mobilitazione di Arcigay e del Comitato per i diritti civili, di cui Catania Bene Comune ha fatto parte assieme ad associazioni e partiti, ha portato all’approvazione del Registro delle Unioni Civili nel Comune di Catania. Un traguardo importante che anche nella nostra città ha dato finalmente dignità e riconoscimento alle coppie di fatto, anche omosessuali, infierendo un duro colpo alle imposizioni patriarcali delle gerarchie vaticane e all’omofobia. Il Consiglio Comunale e la Giunta della città di Catania infatti non avrebbero mai approvato un simile provvedimento se non ci fosse stata una grande spinta dei movimenti. Il Comune inserisca educazione affettiva nelle scuole e crei una casa accoglienza. Catania Bene Comune – conclude Ianniti – è impegnata nella costruzione di queste lotte, perché i diritti che ci spettano non sono affatto finiti!”.

Ieri a seguito della presentazione del pride 2014 si è svolta la tavola rotonda sul libro “ I racconti di San Francisco” di Armistead Maupin, a cui hanno preso parte Saverio Fichera, responsabile cultura Arcigay Catania; Anna Di Salvo, la Città felice; e Antonia Cosentino , de Le voltapagina. “ Ho letto questo libro attraverso – ha detto Antonia Cosentino – un sguardo femminista. Tutti i personaggi sono intrappolati dall’inganno della concezione dell’amore romantico. La teoria della mezza mela di Platone si rivela impossibile e conduce solo all’infelicità, perché concepisce l’uomo come un essere incompleto e la cui felicità dipendesse unicamente dal trovare l’altra metà giusta, senza fare nulla per essere felici da soli. Il nostro collettivo – ha continuato – attraverso la pratica dell’auto coscienza ha cercato di dare una risposta a questa condizione. In realtà come diceva Puller l’amore è la felicità sono possibili solo attraverso l’incontro di due esseri interi e completi. Il desiderio eterno dell’amore romantico e incondizionato è quello che si ha con la madre per esempio. Il distacco con la madre è come se ci avesse lasciato orfani, dunque l’uomo è costantemente alla ricerca di quell’amore. Ma ottenere questo – conclude Antonia – è impossibile, dunque condannerà sempre all’infelicità”.

 

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