Sapevamo della fuga di cervelli. Scienziati e ricercatori costretti a lasciare l’Italia per poter coltivare un sogno e raggiungere obiettivi professionali e di vita. Salvo Randazzo, cantante di Pop Opera Style (misto di musica classica e pop), cinque anni fa probabilmente ha aperto una nuova via, quella della fuga delle “ugole”. Salvo, appena ventiduenne, lasciò la Sicilia, Palermo, per raggiungere gli States ed inseguire il suo sogno: diventare un professionista del canto. La sua strada è ancora lunga, ma dopo i primi passi sembra meno in salita di qualche anno fa: “Non è stato facile – afferma Randazzo – ma oggi posso dire di aver fatto la cosa giusta. In Sicilia e in Italia ho avuto poche possibilità di emergere. Se oggi sono a questo punto della mia carriera devo ringraziare soprattutto la comunità italiana di New York e del New Jersey che mi ha accolto e coccolato”. Proprio nella grande mela Randazzo si è fatto le ossa. Qui ha potuto esibirsi in centinaia di concerti per italoamericani, attratti dal suo stile un misto tra Andrea Bocelli e Michael Buble, garantendosi così le risorse economiche per continuare a studiare canto.
A New york è arrivato dopo tanti sacrifici e altrettante porte in faccia in Italia. Da emigrato di ultima generazione si e’ attrezzato del suo talento, sacrificio e dei suoi valori. Ma la vita gli ha riservato ostacoli ben più difficili da superare. Poco prima di trasferirsi negli States gli fu diagnosticato un cancro all’addome: “Sono stati due anni bruttissimi, ma ho la fortuna di poterlo raccontare. Ho subito tre interventi, ma non mi sono mai arreso. Ed è questo il consiglio che posso dare a chi si trova nelle stesse condizioni. Combattendo e reagendo – sottolinea – possiamo essere i medici di noi stessi. Questa esperienza mi ha cambiato e mi ha aiutato a capire veramente quali sono le persone su cui posso contare. Quando pensi a questi fatti – aggiunge Randazzo – credi sempre che siano cose lontane da te. Che non ti riguardino. Nel momento in cui cambia la prospettiva ti rendi conto quanto è importante la vita e cosa conta veramente. Anche per questo, quando canto, ho sempre un pensiero per i bambini ammalati e se posso partecipo a concerti di beneficenza per la ricerca contro il cancro”.
Salvo Randazzo di recente ha cantanto anche davanti al presidente degli Stati Uniti Barak Obama, che ha apprezzato il suo stile: “E’ stata una bella esperienza – ammette il giovane cantante di origine palermitana –. Mi sono esibito a Washington all’annuale congresso della Niaf, importante organizzione italoamericana, al quale partecipa sempre il presidente Obama”.
Salvo Randazzo, oggi, probabilmente si trova ad una svolta per la sua carriera. Da qualche settimana, in Italia, partecipa ad un Talent Show in onda sulle reti Mediaset: Italia’s got talent. Dopo la sua prima esibizione, cantando il brano Maria del Musical “West Side Story” ha lasciato a bocca aperta platea e giurati. E adesso ha anche conquistato la finale: “Incrocio le dita e spero che il pubblico mi sostenga. Il mio obiettivo è quello di riuscire ad entrare nel mercato Italiano e certamente questa trasmissione potrebbe darmi una grande mano”.
Uno stile, il suo, che rilancia in versione moderna i classici italiani come “Mamma” e “O sole mio”, molto amati dagli italoamericani di vecchia generazione. Lirica e pop, fusi assieme, hanno anche appassionato i giovani americani di origini italiane, permettendogli di conoscere una parte della cultura musicale del paese dei propri genitori. Un crossover che Randazzo si augura possa attecchire anche in Italia: “E’ il mio sogno. E non voglio smettere di sognare”.

