PALERMO – Premere l’acceleratore sui lavori dell’anello ferroviario, stravolgendo il cronoprogramma previsto dal contratto e allungando i tempi di un anno pur di completare l’opera almeno in via Amari e in viale Lazio. Il comune di Palermo rilancia e, fallita l’ipotesi di rescissione del contratto con Tecnis, tenta una nuova strada raggiungendo l’intesa con Rfi.
L’idea è quella di modificare il programma dei lavori che, almeno secondo contratto, prevedrebbe la consegna simultanea di tutte le aree di cantiere, il che equivarrebbe a bloccare la città per anni. Palazzo delle Aquile finora ha rischiato, bloccando di fatto le ordinanza e concedendo le aree gradualmente in base all’avanzamento dei lavori, ma esponendosi a possibili richieste di danni.
L’accordo raggiunto con Rfi prevede lo spezzettamento dei lavori, con la consegna graduale delle aree solo nel momento in cui l’azienda sia in grado di eseguire le opere evitando di ripetere quanto sta accadendo in viale Campania o al Politeama. “La nostra priorità è alleviare i disagi nelle aree di via Amari e di viale Lazio”, spiega il vicesindaco Emilio Arcuri. Con questo cronoprogramma la fine dei lavori slitterebbe da gennaio 2018 al 2019.
Adesso però arriverà la sfida più ardua: convincere Tecnis ad accettare la proposta, cosa affatto scontata, perché il tutto dovrebbe avvenire senza alcun aumento dei costi. Se il colosso catanese darà il suo benestare, d’intesa col magistrato, si procederà con la firma in Prefettura.

