Corruzione alla Motorizzazuione, intreccio con l'Aci di Palermo

Microspie all’Aci di Palermo: Pizzuto e l’intreccio con la Motorizzazione

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C'è un'inchiesta nell'inchiesta attorno alla figura di Angelo Pizzuto

PALERMO – All’Automobile club di Palermo i conti non tornano. C’è un’inchiesta nell’inchiesta. Due fascicoli che si intrecciano, uno per peculato e l’altro per corruzione. Nel primo si indaga sulla contabilità dell’Aci, mentre il secondo riguarda gli esami per la patente di guida.

L’ex presidente dell’Aci

Il protagonista in entrambi i casi è Angelo Pizzuto, agli arresti domiciliari così come Ignazio Pepati. Il primo è stato presidente dell’Aci di Palermo dal 2014 al 2022, il secondo è amministratore della Gestione Aci srl che fa parte dell’Aci Palermo messa in liquidazione a causa di una voragine milionaria di debiti.

Sequestri da 138 mila euro

Nei mesi scorsi Pizzuto ha subito il sequestro preventivo di 138 mila euro. Le indagini dei finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria hanno scovato anomalie nei conti dell’Aci Palermo.

Un giro di assegni circolari scambiati con contanti. Soldi che l’ex presidente avrebbe giustificato come restituzione di spese da lui sostenute, una parte anche in occasione di un’edizione della Targa Florio, ma di cui mancherebbero le pezze di appoggio.

Alcune, così ha riferito un consulente esterno, sarebbero state consegnate per poi sparire dalla sua borsa da lavoro nel 2022. Un misterioso furto? Neppure convincono una serie di pagamenti diretti ai fornitori. Il ruolo di presidente non avrebbe autorizzato Pizzuto ad eseguirli.

Gli incarichi di Pizzuto

Da gennaio 2025 Pizzuto è stato scelto per dirigere la Motorizzazione di Palermo, dopo essere stato dal 2023 capo di gabinetto dell’assessore regionale Alessandro Aricò a cui è politicamente legato. Di incarichi Pizzuto ne ha ottenuti tanti, anche negli anni in cui non era il centrodestra a guidare la Regione. Tra il 2010 e il 2012 Pizzuto stato capo di gabinetto vicario dell’allora assessore Territorio e ambiente Gianmaria Sparma. Poi divenne commissario ad acta e successivamente presidente dell’Ente parco delle Madonie.

Nel 2013 l’allora governatore Rosario Crocetta denunciò alcuni sprechi in occasione di una trasferta in Canada per sponsorizzare i prodotti madoniti. Pizzuto fu allontanato e reintegrato dal Cga, condannato per truffa in primo grado e assolto in appello.

“Perpetuarsi di condotte illecite”

Ad aprile scorso è scattato il sequestro preventivo ma, sottolineano i pm della Procura di Palermo, si è verificato “il perpetuarsi di condotte illecite, per niente scalfite da provvedimenti giurisdizionali… analoghe considerazioni possono valere per Pepati”.

Ques’ultimo era il cassiere in occasione di alcune delle operazioni bancarie dell’Aci contestate a Pizzuto. Quando i finanzieri iniziarono a indagare sui conti, Pepati disse di non avere ricevuto da Pizzuto la documentazione che giustificasse le spese.

Negli uffici dell’Aci di viale delle Alpi a Palermo sono state piazzate microspie e telecamere. Alcune hanno registrato per conto dei finanzieri, altre per gli agenti della polstrada. Due fascicoli, due protagonisti, a cui potrebbero presto aggiungersi altri indagati.

Lo scorso agosto il presidente dell’Automobile Club d’Italia, Antonino Geronimo La Russa, ha avviato la procedura di liquidazione coatta amministrative delle sede di Palermo, fondata nel lontano 1913 da Vincenzo Florio. Alla fine del 2025 il prefetto di Messina, Cosima Di Stani è stata nominata commissario straordinario.

Prima di lui, il commissario Giovanni Pellegrino, ha analizzato i libri contabili ed ha segnalato presunte irregolarità amministrativo-contabili alla Corte dei conti. Nei bilanci c’è un buco vicino ai 18 milioni di euro.

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Sui numeri lavorano da mesi i pubblici ministeri Giulia Falchi e Antonio Cerchietti, coordinati dal procuratore Maurizio de Lucia e dall’aggiunto Francesca Mazzocco.


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