PALERMO – Un partito “animato, vivace e con qualche problema”, dove “si discute ma guardandosi negli occhi” e “ricordando che l’avversario politico è fuori”. Antonio Tajani chiude la sua due giorni siciliana al Politeama di Palermo e prova a mettere pace nel tempestoso mare azzurro della Sicilia, “regione dove siamo e vogliamo continuare ad essere – ricorda – primo partito”.
La kermesse del Politeama di Palermo
Teatro gremito. Le folle oceaniche dei tempi di Silvio Berlusconi erano altra cosa ma il Politeama viene comunque occupato in ogni ordine di posti. L’assessore regionale alle Attività produttive, Edy Tamajo, si guarda intorno soddisfatto e saluta con un cenno lo striscione “Giardinello per Edy Tamajo” affisso da uno dei palchetti.

Tajani: “Schifani bis? Non abbiamo cambiato idea”
L’attesa è tutta per le parole del segretario nazionale (qui tutta la diretta dell’evento), che bacchetta (ma non troppo) l’eurodeputato Marco Falcone (“ognuno può dire quello che pensa ma è meglio dirlo nelle sedi di partito piuttosto che sui giornali”) e affronta con grande cautela l’argomento Regionali 2027. “Non abbiamo mai cambiato candidato – risponde a domanda precisa -. Di solito chi è uscente viene ricandidato. Adesso dobbiamo preoccuparci di governare bene la Sicilia e i risultati economici sono positivi, basti pensare all’incremento del Pil. Questa amministrazione regionale sta lavorando bene, della questione della presidenza si parlerà al momento della campagna elettorale”.
Tajani e le fibrillazioni in Forza Italia Sicilia
Dalle parti di Palazzo d’Orleans forse si sperava in qualcosa in più ma intanto Schifani e Caruso incassano il sostegno nel duello interno con Falcone. “Sono gli iscritti che votano nei congressi e decidono chi fa il segretario – ricorda Tajani -. Nessuno può dire ‘togliti’ a nessuno. Sarà la base a scegliere i propri dirigenti e il proprio segretario regionale, così come sceglierà il segretario nazionale”. Musica per le orecchie di Schifani e del coordinatore regionale, che era stato attaccato da Falcone con la richiesta di un passo indietro per una soluzione condivisa nella cabina di regia del partito.

Caruso: “Il congresso stabilirà il segretario”
Caruso si muove nel solco della parole del suo leader nazionale. “Chiunque è libero di esprimere le proprie opinioni ma Forza Italia ha deciso che sarà il congresso a decidere la propria classe dirigente. È in quella sede che si faranno le proposte”. Dopo avere ricordato le 50mila tessere di Forza Italia sottoscritte in Sicilia, il coordinatore siciliano piazza l’affondo: “Nessuno è nelle condizioni di chiedere passi indietro, chi vuole può presentare la propria candidatura al congresso e lì deciderà

Tajani: “La Sicilia spetta a Forza Italia”
Su cosa sarà di Palazzo d’Orleans nel 2027, Tajani si dice certo di una cosa. “Vogliamo continuare a essere il primo partito in Sicilia e dobbiamo continuare ad avere alle prossime elezioni la presidenza della Sicilia, perché ce lo siamo guadagnato come voti e grazie al buon governo di Schifani”. Il punto fermo, quindi, è la presidenza della Regione a Forza Italia. Schifani, dal canto suo, lancia la volata a Tajani per la segreteria nazionale: “Sono certo che la Sicilia voterà per te”, dice nel suo intervento. Alla fine il bicchiere del presidente della Regione può considerarsi pieno ben oltre la metà.
Schifani: “Cambiare il voto segreto all’Ars”
Il presidente della Regione, che ringrazia il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno “per avere consentito l’approvazione della manovra nei tempi di legge”, torna poi all’attacco del voto segreto: “Il regolamento del voto all’Ars è tutto da riformare e rivedere. Il voto segreto si può chiedere su tutto, non c’è contingentamento dei tempi, non ci sono regole come alla Camera e al Senato e questo crea difficoltà a chi porta avanti l’azione del governo”. E ancora: “Cerchiamo lo stesso di raggiungere i nostri obiettivi, a volte con le mediazioni con l’opposizione”.

Nell’intervento di Schifani la battaglia dei termovalorizzatori, “per cambiare in meglio la vita dei siciliani”, e anche l’annuncio sul nuovo polo pediatrico di Palermo: “Entro l’estate contiamo di iniziare i lavori, cosicché i nostri bambini non debbano andare più a curarsi fuori dalla Sicilia”.
Chi c’era al Politeama di Palermo
Parole pronunciate davanti a gran parte della deputazione regionale di Forza Italia, che nel pomeriggio incontrerà Tajani all’Ars. Oltre a Tamajo ci sono il capogruppo Stefano Pellegrino e il deputato palermitano Gaspare Vitrano. I catanesi Salvo Tomarchio e Nicola D’Agostino, tra i primi a insorgere contro le parole di Falcone, e l’ennese Luisa Lantieri. Al Politeama anche Marco Intravaia e il siracusano Riccardo Gennuso. Alla fine saranno otto i deputati su 14, cifra che sale a 9 se si tiene conto dello stesso Schifani.
Chinnici assente
Assente giustificata Caterina Chinnici, messa fuori causa da un imprevisto. L’eurodeputata, che vanta un rapporto solido con Tajani, maturato nelle aule dell’Europarlamento, secondo alcune indiscrezioni potrebbe rappresentare la carta coperta del segretario nazionale per le Regionali in Sicilia. Schifani, dal palco del Politeama, ricorda che l’Isola alle ultime Europee “ha fatto un grande regalo al partito”, con la rinuncia di Tamajo, eletto all’Europarlamento, e il passaggio del seggio a Chinnici. “Edy è rimasto a lavorare qui in Sicilia”, puntualizza Schifani facendo scattare l’applauso della platea.
Sul palco sale anche Matilde Siracusano, sottosegretaria al Rapporti con il Parlamento e compagna del presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, possibile outsider di Tajani per la segreteria nazionale. C’è anche il deputato nazionale Giuseppe Castiglione, che con Tomarchio e D’Agostino aveva disertato gli incontri face to face organizzati da Falcone a Catania, e c’è lo stesso eurodeputato che torna sulle sue parole: “Nessun ostracismo nei confronti di Caruso, c’è solo una dialettica interna che guarda comunque ad un principio irrinunciabile che è l’unità del partito. Non ci sono posizioni ‘talebane’, chi mi conosce sa che sono una persona aperta al confronto”.
A Palermo si vede Giovanni La Via, che alcune indiscrezioni raccolte da LiveSicilia danno come possibile nome dell’area Falcone per la giunta regionale. Ed è presente anche chi resiste alle voci che danno i tecnici della Giunta vicini all’addio: Alessandro Dagnino (Economia) e Daniela Faraoni (Salute).
I volti storici di Forza Italia al Politeama
In platea, oltre al sindaco di Palermo Roberto Lagalla, volti noti della storia di Forza Italia: l’amministratore unico di Sicilia Digitale Francesco Cascio, il presidente di Amg Energia Francesco Scoma, il direttore generale di Irca Giacomo Terranova, l’assessore all’Ambiente del Comune di Palermo, Pietro Alongi, vicinissimo a Schifani, e il presidente del consiglio comunale Giulio Tantillo con il figlio Fabrizio, che guida Forza Italia Giovani in Sicilia e che fa parte dello staff di Schifani.

