Aps, soluzione ancora lontana| Dal 13 sciopero a oltranza

Aps, soluzione ancora lontana| Dal 13 sciopero a oltranza

I lavoratori incroceranno le braccia, mentre le parti si aggiorneranno fra una settimana. Distanti le posizioni tra Regione e Comune.

la vertenza
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PALERMO – Aps, sindacati pronti allo sciopero. L’incontro alla Regione di questo pomeriggio alla Quarta commissione, infatti, non ha sortito gli effetti sperati, con i vari soggetti coinvolti (Regione, Ato, comune di Palermo e Amap) rimasti su posizioni assai distanti e che adesso si rivedranno con i sindacati giovedì prossimo (9 ottobre) alle 11. Una sciagura per 42 comuni che, a fine mese, potrebbero trovarsi senza servizio ma che dal 13 ottobre subiranno anche lo sciopero dei 202 dipendenti ex Aps fino al 30.

Da un lato c’è la Regione che, per scongiurare l’interruzione del servizio, vorrebbe affidare tutto ad Amap. Dall’altro Palazzo delle Aquile che invece chiede la costituzione di un nuovo consorzio in cui la sua società svolga solo un ruolo tecnico, lasciando ai comuni le incombenze economiche. Posizione illustrata da Orlando qualche giorno fa in conferenza stampa e ribadita anche oggi dall’assessore al Bilancio Luciano Abbonato. La Regione vorrebbe anche offrire, come contributo per lo start up, una revisione della transazione dei debiti Eas fissata in 15 milioni (su 50). Ipotesi, questa, che il Comune ha già rifiutato. Al tavolo erano presenti anche l’assessore Salvatore Calleri, i sindaci di Cerda e Cefalù, il commissario Domenico Tucci, la curatela, i sindacati e il presidente di Amap Maria Prestigiacomo.

“La legge è chiara, bisogna riformare l’ambito in Provincia trovando un soggetto: che sia l’Ato, a cui bisogna dare i fondi, o l’Amap che gestisce già il 25% della popolazione in Provincia – spiega Tucci – ci sono dei contatti in corso, per me l’Amap è l’unica soluzione”. Intanto la situazione si fa sempre più critica, con i fornitori decisi a tagliare ogni rapporto se prima non arriveranno i soldi.

“Occorre con urgenza intervenire, il tempo è quasi finito – dice Maurizio Terrani della Uil – alla luce della scadenza prefettizia, che è fissata al 30 ottobre. Ancora non si intravede una soluzione concreta, si prefigura un disastro ambientale, sociale e occupazionale. Occorre un atto di responsabilità della politica, perché questo è un problema politico: vanno trovate soluzioni immediatamente, ci fermeremo perché anche i fornitori si stanno fermando ”. La Prefettura, inoltre, non sarebbe orientata a concedere ulteriori proroghe. “Vogliamo salvaguardare l’occupazione e il servizio, per cui proclamiamo lo sciopero – dice Raffaele Loddo della Cisal- la politica è sulle barricate, noi chiediamo che tutti si siedano attorno a un tavolo per garantire i dipendenti e il servizio”.

Le strade sono comunque obbligate: Regione e Comune possono trovare un accordo o si può procedere all’affidamento ad Amap anche senza assenso del Comune. Sarebbe da scartare l’interruzione del servizio che, vista la vicenda depuratori, avrebbe anche risvolti penali.

 


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