PALERMO – La guerra dei “conti” arriva in aula. Gli ultimi scampoli del 2021 sono scanditi da una corsa contro il tempo per approvare in zona Cesarini l’esercizio provvisorio. Il timing scandito ieri in aula dall’Assessore Marco Falcone è di per sé eloquente.
“Domani arriverà all’Ars il ddl di bilancio e finanziaria con il parere dei revisori dei conti, il 29 in giunta adotteremo l’esercizio provvisorio che subito dopo arriverà in aula per l’approvazione. Diversamente si potrà procedere con la gestione provvisoria, anche fino all’approvazione di bilancio e finanziaria”. Pallottoliere alla mano, gli spazi di manovra sono così risicati da potere considerare praticamente una certezza la gestione provvisoria.
La seduta di oggi (dedicata al voto sul ddl sulle variazioni di bilancio approvato ieri in Commissione) si preannuncia un remake di quella di ieri con le opposizioni scatenate che sparano a zero sul governo. L’esecutivo preparagli elmetti per andare in trincea forte dei numeri in aula. Numeri che, tuttavia, si sono via via assottigliati nel corso del tempo. E il pensiero corre alla truppa guidata da Gianfranco Miccichè, azzoppata dopo l’addio di Tommaso Calderone, che adesso con tre deputati rischia di sparire dalla cartina geografica di Sala d’Ercole.
Le dichiarazioni rilasciate ieri dal presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, su La Sicilia non fanno ben sperare. “Personalmente, pur ricordando che nella scorsa legislatura FdI beneficiò di analoga deroga, sarei per evitare eccezioni alle regole. Ma la scelta sarà assunta collegialmente, quanto prima, dal Consiglio di presidenza”, spiega Galvagno. Che dire, la miccia per i botti di fine anno è pronta per essere accesa.

