PALERMO – Le acque del centrodestra sono ancora parecchio agitate ma non al punto da generare uno tsunami che farebbe saltare il banco del presidente tessitore Renato Schifani.
Giunta e vicepresidenze: i dossier che scottano
Le strade che portano alla definizione della squadra di governo sono lastricate di timori dopo il coupe di theatre dei patrioti che spingono per l’inserimento di Francesco Scarpinato e del tandem Elena Pagana-Marco Intravaia in giunta. C’è però un altro dossier che scotta sul tavolo di Renato Schifani: il voto di mercoledì per la vice presidenza dell’Ars.
La guerriglia Forza Italia e l’ipotesi Mpa
Per capire che cosa sta accadendo bisogna fare un passo indietro. Da accordi lo scranno più alto di Sala d’Ercole spetta a Forza Italia, ma le recenti vicende legate al voto in aula di ieri e la rottura con Gianfranco Miccichè cambiano le carte in tavola. Il posto che doveva andare all’azzurro Michele Mancuso, pasdaran miccicheiano, sarà destinato a qualcun altro (anche se gli sherpa sarebbero già al lavoro per tentare di salvare il salvabile). Uno dei nomi in ballo è quello di Luisa Lantieri. Ma la poltrona che nella scorsa legislatura occupava Roberto Di Mauro sarebbe ambita anche dagli autonomisti di Raffaele Lombardo (che avranno un solo assessore in giunta). Il nome che circola è quello del catanese Giuseppe Lombardo, tuttavia a taccuini rigorosamente chiusi più di un big del centrodestra è pronto a mettere la mano sul fuoco sul fatto che il Mpa sarà lautamente ricompensato attraverso la presidenza di una grossa partecipata come l’Irfis. Ancora più incerta la situazione relativa alla vicepresidenza vicaria che spetta alle opposizioni.
De Luca spariglia le carte alle opposizioni?
Il voto di ieri mette in crisi lo schema che vorrebbe lo scranno occupato da un esponente del partito di opposizione più votato (Pd o M5S che dispongono di 11 deputati a testa). Gli occhi sono puntati adesso sui Cateno De Luca’s boys, stampella della maggioranza in occasione dell’elezione di Gaetano Galvagno. Che la possa spuntare un uomo di De Luca?
A Palazzo circolano voci contrastanti: l’ipotesi che va per la maggiore è che il gesto dell’ex sindaco di Messina sarà alla fine sì ricompensato ma con la presidenza di commissioni “pesanti”. Vedremo i che modo giocheranno la partita dem (favoriti i deputati che hanno almeno due legislature aule curriculum) e pentastellati (il nome di Nuccio Di Paola è dato in pole). Il Pd dovrebbe affrontare il nodo martedì dopo avere eletto il nuovo capogruppo alla vigilia del voto. Trovare un’intesa sarebbe l’unico modo per consentire di ottenere un vicepresidente, 1 questore e 1 segretario). E dietro le quinte gli alchimisti di Palazzo dei Normanni lavorano alacremente per trovare la formula magica per portare a casa la partita.

