“Astrazeneca agli over 60”: flop dei vaccini in parrocchia

“Astrazeneca agli over 60”: flop dei vaccini in parrocchia

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Commenti

    La comunicazione non ha funzionato. Le persone lo hanno cominciato a percepire con i notiziari di oggi 3 aprile a prenotazioni chiuse.

    Saper organizzare sembra semplice, ma per i miracolati della politica è impresa ardua, quasi come saper leggere e scrivere.

    FLOP ovviamente dovuto all’utilizzo del vaccino Astrazeneca. Se avessero inoculato Pfizer o Moderna ci sarebbe stato il pienone.

    Poi qualcuno indaga su quanto ci costano questi spot di Musumeci? A questo punto meglio pagarla come pubblicità l’intervista su SkyTG24…

    Perché non vaccinare anche chi non rientra negli over 65?

    Ma si può sapere in quali chiese fanno il vaccino?
    Io, come altri, ci siamo chiesti come fare, dove si prenota.

    un costoso spot di preti e politicanti

    Idea ottima di aprire ai 65enni,io non ho prenotato perchè soffro di ipertenzione e bronchite asmatica di media entità,quindi avevo paura di farmi astrazeneca. Ma comunque dovrebbero continuare queste iniziative non appena arrivano altri vaccini.

    Triste vedere ome il siciliano medio creda sia normalepoter scegliere la marca di vaccino come se fosse mortadella

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Niente di nuovo, né la salsiccia, né Vladimiro portano ottimismo anche se dall'altra parte c'è un signore vicino agli 80 che vuole, sempre vuole, fortissimamente vuole essere ricandidato. Quasi quasi, speriamo che ce la faccia. Ma questi sarebbero capaci di perdere anche con Schifani.

Fare i conti senza l'oste Più che grandi manovre, sembra un meccanismo di legittimazione biunivoca: la coalizione sostiene il presidente, il presidente sostiene il sindaco, il sindaco riconosce il buon operato del presidente e, alla fine, tutti certificano che loro stessi e i propri compagni di coalizione hanno lavorato bene. Ma sulla base di quali indicatori? Una volta si diceva, provocatoriamente, “piove, governo ladro”; oggi sembra che chi governa voglia far valere il principio opposto: “guerra, governo assolto”. Le crisi internazionali esistono e pesano, ma non possono diventare l’alibi permanente per tutto ciò che non funziona. Giudicato e giudicante devono essere distinti: i politici amministrano, i cittadini giudicano. E giudicano sui risultati, non sulle attestazioni di merito che i governanti si attribuiscono. Sanità, strade, acqua, rifiuti, trasporti, lavoro, servizi, qualità della vita, corruzione e criminalità sono gli indicatori veri. Se su questi fronti i problemi restano evidenti, proclamare di avere lavorato bene rischia di apparire più come un’autocertificazione che come una valutazione fondata sui fatti. E quando questa autocertificazione è troppo distante dalla realtà vissuta dai cittadini, può essere percepita come una presa per i fondelli e produrre un effetto boomerang. Il giudizio vero arriverà con il voto: la riconferma non si autocertifica, non si concede tra alleati e non si scambia. Si conquista sui risultati. Altrimenti significa, appunto, fare i conti senza il cittadino.

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