Intimidazione a Sicily by Car, Dragotto: so solo che sono delinquenti

Attentato da Sicily by Car, Dragotto: “Non sappiamo qual è l’obiettivo”

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SAN LORENZO
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PALERMO – “Non ho nulla da commentare su quanto successo la notte scorsa, se non che si tratta di delinquenti”. E’ quanto afferma Tommaso Dragotto presidente di Sicily By Car dopo la terza intimidazione subita negli ultimi mesi.

“Non sappiamo quale sarebbe il loro obiettivo – aggiunge Dragotto – se lo sapessi l’avrei già detto. “Ribadisco con assoluta convinzione la mia posizione: questo nuovo atto intimidatorio non ci fa arretrare neanche di un millimetro. Non abbiamo ricevuto nessun massaggio, né alcuna richiesta ma, in ogni caso, non cederemo mai ad alcuna intimidazione”.

E ancora: “Sono profondamente addolorato per quanto sta accadendo a Palermo, a prescindere dagli uffici Sicily by Car, questa situazione non è tollerabile – aggiunge – Ringrazio le forze dell’ordine che in questi istanti stanno dando prova di determinazione e capacità investigativa e mi auguro che tali violenze che mettono a ferro e fuoco la città, siamo fermate al più presto e che vengano smascherati i responsabili di tali delitti”

Le reazioni del mondo politico, istituzionale ed economico

“C’è una parola siciliana che più di ogni altra descrive la sorpresa e il fastidio rispetto al ripetersi di un fatto: ‘Arre!’. Che vuol dire ‘di nuovo’. Ora, è successo, Arre’!, che un incendio ha colpito a Palermo la Sicily By Car di Tommaso Dragotto. E succede a poche ore da un altro incendio, l’ennesimo, contro la pizzeria Ulisse sempre alla periferia della città. Le parole pur importanti rischiano di essere vuota testimonianza se non accompagnate da atti concreti. Ancora poco fa me lo ha ribadito Tommaso Dragotto, incredulo e smarrito davanti al nuovo attentato. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, conosce perfettamente l’impazzimento criminale che ha colpito Palermo e aveva già programmato di essere lì tra qualche giorno. Per questo, confido in azioni immediate per far ‘vedere’ che lo Stato c’è ed è in grado di proteggere restituendo serenità ai palermitani onesti e mettere all’angolo (meglio ancora in carcere) la fanghiglia criminale che tenta di mettere paura e sottomettere la città”, lo scrive sui suoi profili social Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera e deputato di Forza Italia, dopo l’attentato che la scorsa notte ha colpito la Sicily by Car a Palermo.

“L’ennesimo attentato ai danni di Sicily by Car conferma che Palermo sta vivendo una pericolosa escalation criminale che non può essere archiviata come una semplice sequenza di episodi isolati”. Lo dice Davide Faraone, vicepresidente di Italia viva.

“A mafiosi e delinquenti questa città non la vogliamo restituire – prosegue -. Palermo appartiene ai cittadini onesti, a chi lavora, a chi ogni giorno tiene alzata una saracinesca nonostante la paura. Questa terra ha pagato un prezzo altissimo nella lotta alla mafia. Ci sono stati magistrati, uomini delle forze dell’ordine, imprenditori e cittadini che hanno perso la vita per liberarla dal ricatto e dalla violenza criminale. Non possiamo permettere che i loro sacrifici vengano traditi dall’indifferenza e dall’inerzia. Al ministro Piantedosi e al governo chiediamo una risposta immediata. Intendono dare una mano a Palermo con più uomini, più controlli e una presenza costante dello Stato sul territorio oppure continueranno a girarsi i pollici mentre cresce l’allarme sicurezza? Oppure si aspetta ci scappi il morto per svegliarsi? Servono fatti, non dichiarazioni di circostanza. Palermo non può e non deve essere lasciata sola”.

“Non si può rimanere in silenzio di fronte a questa escalation di azioni intimidatorie che prendono di mira imprenditori e attività economiche a Palermo. A Tommaso Dragotto va tutta la nostra vicinanza e la nostra solidarietà”. Ad affermarlo sono il presidente di Ance Palermo, Giuseppe Puccio, e la presidente dell’Ordine degli architetti di Palermo, Giuseppina Leone, dopo il nuovo attacco contro la Sicily by Car nel quartiere San Lorenzo.

“Questo susseguirsi di azioni criminali ci lascia sgomenti e vorrebbe farci ripiombare negli anni della paura e delle intimidazioni che tentavano di condizionare la vita economica della città – sostengono Puccio e Leone –. Tutto il tessuto imprenditoriale e professionale onesto deve fare ancora una volta scudo contro il racket e la malavita per affermare che la città e la sua economia sono di chi lavora seriamente ed onestamente ogni giorno. Al tempo stesso, non si può ignorare che il ripetersi di episodi così gravi impone una riflessione sull’efficacia delle attività di prevenzione e controllo del territorio. Le imprese hanno diritto di sentirsi protette e non basta limitarsi a registrare gli eventi dopo che si sono verificati. Servono risposte più incisive e una strategia concreta e visibile di contrasto alla criminalità. Gli strumenti tecnologici possono certamente aiutare – concludono Puccio e Leone – ma da soli non sono sufficienti se non accompagnati da una presenza forte dello Stato e da un’azione costante di prevenzione”.

“Gli otto fermi disposti dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo, guidata da Maurizio de Lucia, sono il segnale concerto della risposta dello Stato contro l’escalation criminale in corso in città. Siamo al fianco dei magistrati, della polizia e dei carabinieri che non consentiranno alla violenza mafiosa di riprendere campo. Allo stesso tempo non possiamo non cogliere il segnale inquietante del ripetersi di attentati intimidatori che evidenziano la  recrudescenza del fenomeno mafioso è in pieno svolgimento e non bisogna abbassare la guardia”. Lo dice il senatore di Fratelli d’Italia e componente della commissione parlamentare Antimafia Raoul Russo.

“Da componente della commissione parlamentare Antimafia nazionale ribadisco che l’escalation di atti intimidatori registrata negli ultimi mesi desta forte preoccupazione e non può essere sottovalutata. Per questo ho richiesto che la Commissione dedichi un focus specifico sul capoluogo siciliano, al fine di comprendere le dinamiche che si celano dietro questi episodi e individuare ogni utile iniziativa per rafforzare la sicurezza, la tutela degli imprenditori e la presenza dello Stato sul territorio. Siamo sicuri che la presenza del Ministro Piantedosi, che lunedì sarà a Palermo, potrà portare ad ulteriori azioni sul territorio utili a contrastare questa escalation. Nel contempo esprimo il mio incoraggiamento a tutti coloro, a partire dagli imprenditori onesti, che hanno il coraggio di denunciare qualsiasi tentativo di atto estorsivo. Tutte le istituzioni, a ogni livello, devono stare accanto ai cittadini che non si piegano alle logiche criminali, perché sanno che lo Stato li tutela. Deve essere chiaro che l’unica scommessa vincente della comunità è la denuncia, contrapposta alla cultura dell’omertà mafiosa. Palermo non può e non deve tornare a vivere stagioni segnate dalla paura e dalla sopraffazione”.

“Palermo non può essere lasciata sola, né considerata una zona franca in mano alla criminalità: il secondo incendio, avvenuto questa notte, ai danni della Sicily by Car di Tommaso Dragotto è la dimostrazione che le buone intenzioni non servono a niente. I palermitani non hanno bisogno di vuote promesse o di passerelle ma di azioni concrete: più forze dell’ordine, più controllo del territorio, più sicurezza. Gli arresti compiuti oggi, per i quali ringraziamo inquirenti e forze dell’ordine, sono una prima risposta ma le imprese e i lavoratori hanno bisogno di toccare con mano la presenza sul territorio dello Stato che deve intervenire immediatamente, a tutela dei cittadini onesti e di chi non può rischiare la vita solo perché lavora”. Lo dicono Giuseppe Badagliacca (Cisal Sicilia) e Gianluca Colombino (Cisal Palermo) in merito all’atto intimidatorio di questa notte ai danni della sede della Sicily by Car di via San Lorenzo a Palermo.

Pogliese (FDI): “Solidarietà a Tommaso Dragotto e a Sicily by Car”.

“Esprimo la mia più sincera e convinta solidarietà a Tommaso Dragotto e a tutti i lavoratori di Sicily by Car per l’ennesimo, gravissimo atto intimidatorio subìto nella notte. Un incendio di origine dolosa ha colpito un deposito di auto rappresentando il terzo attacco in meno di tre mesi contro una delle realtà imprenditoriali più importanti e prestigiose in Sicilia”.
“Non possiamo permettere che chi costruisce, produce e crea occupazione in Sicilia sia lasciato solo di fronte alla violenza criminale. Confido nel lavoro delle Forze dell’Ordine e della Magistratura affinché vengano individuati con la massima rapidità non solo gli esecutori materiali di questi vili attacchi, ma soprattutto i mandanti. Sono certo che lo Stato risponderà con fermezza poiché l’imprenditoria siciliana non può vivere nella paura. Chi investe in questa terra, chi crea lavoro e ricchezza, chi rifiuta di piegarsi al ricatto criminale deve essere sempre tutelato e protetto”.
Lo afferma il senatore di Fratelli d’Italia Salvo Pogliese.

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Di Dio: “Occorre costanza nel controllo”

“L’operazione condotta dalla Procura di Palermo, dalla Polizia di Stato e dall’Arma dei Carabinieri rappresenta un importante segnale della presenza dello Stato sul territorio e della sua capacità di reagire con determinazione all’escalation criminale che negli ultimi mesi ha colpito imprese e attività economiche della città. A magistrati e forze dell’ordine va il sincero ringraziamento per il lavoro svolto”. Lo ha detto la presidente di Confcommercio Palermo Patrizia Di Dio che oggi ha inviato una lettera all’imprenditore di Sicily By Car Tommaso Dragotto, esprimendogli piena solidarietà a nome di Confcommercio tutta e di ciascuna delle 62 associazioni di categoria che compongono la Federazione di Palermo.


      “Da tempo – prosegue Di Dio – chiediamo il presidio costante, incisivo e capillare del territorio,
soprattutto nelle aree dove ultimamente si sono verificati fenomeni particolarmente preoccupanti, affinché si possa intervenire non solo sul piano repressivo ma anche su quello preventivo, eliminando il crescente clima di preoccupazione che si respira tra gli operatori economici. Sono incoraggianti i risultati dell’azione investigativa, che apprezziamo e che rappresentano un segnale concreto di come la legalità possa prevalere quando lo Stato agisce con determinazione. Quello che continuiamo a chiedere è il controllo preventivo continuo e fattivo del territorio, sempre più visibile ed efficace, capace di garantire sicurezza agli imprenditori e condizioni indispensabili per lavorare, investire e creare occupazione”.


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