Otto agenti, abusando del proprio potere, avrebbero commesso una serie di falsi e calunniato alcuni ambulanti accusandoli di reati che non avevano commesso. L'inchiesta avviata dopo il drammatico suicidio di Noureddine Adnane, il ventisettenne marocchino che si diede fuoco in via Ernesto Basile. I vigili si difendono: "Siamo sereni e chiediamo di essere interrogati per chiarire tutto". C'è, però, un ulteriore e scottante capitolo investigativo. Riguarda un altro poliziotto che avrebbe partecipato ad alcuni festini a base di droga.