Rivoluzione autovelox: spenti 850 dispositivi non omologati

Autovelox, rivoluzione anti-caos: spenti 850 dispositivi non omologati

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Pubblicato in Gazzetta il decreto del Mit: ora regole chiare e omogenee in tutta Italia
MINISTERO DEI TRASPORTI
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1 min di lettura

ROMA – Con la pubblicazione del decreto in Gazzetta ufficiale, atteso da 34 anni, sono operative le nuove norme per gli autovelox, “la disciplina delle caratteristiche, dei requisiti e delle procedure di omologazione, taratura e verifica di funzionalità dei dispositivi e dei sistemi per l’accertamento delle violazioni dei limiti massimi di velocità”.

Spenti circa 850 apparecchi non omologati. Regole certe, omogenee per tutt’Italia, che nell’immediato comporteranno una tagliola per gli autovelox non più considerati idonei, che saranno spenti: sono 850 – indica il ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture – quelli che dovranno ottenere una omologazione per tornare attivi, 3.150 quelli regolarmente in funzione perchè già hanno tutti i requisiti.

“Da una giungla di oltre 10.000 autovelox, spesso nascosti e a ripetizione, a 3.150 apparecchi regolari e conformi. Basta autovelox fantasma, che erano solo una tassa occulta per milioni di lavoratori e non avevano nulla a che fare con la sicurezza stradale”, commenta il ministro Matteo Salvini.

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Il ministro aveva annunciato un mese fa la firma del decreto che pone fine ad un lungo periodo di confusione e di polemiche sull’idoneità dei diversi tipi di autovelox utilizzati sulle strade italiane, quindi sulla “solidità giuridico-amministrativa degli accertamenti”, la validità delle multe messa in discussione da molte sentenze per i casi in cui la velocità è stata rilevata da strumenti privi di una omologazione del ministero.

In particolare, una serie di pronunce della magistratura ha evidenziato la differenza tra il semplice processo di approvazione tecnica e la vera e propria omologazione, aprendo la strada a migliaia di ricorsi da parte degli automobilisti contro le amministrazioni locali che hanno continuato a utilizzare dispositivi approvati ma non omologati. Il decreto ora sgombera il campo dalle incertezze.


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