Il Cga bacchetta la Regione: |"Delibera sui tagli va riesaminata"

Il Cga bacchetta la Regione: |”Delibera sui tagli va riesaminata”

Sei mesi fa la giunta aveva ridisegnato il sistema dei corsi, eliminando i gettoni per gli allievi e riducendo i costi. Per il Cga, però, quella decisione dev'essere rivista.

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PALERMO – Tutto da rifare. O, più precisamente, da “riesaminare”. Il Cga boccia il ricorso della Regione contro l’ordinanza del Tar di Palermo che a dicembre aveva imposto a Palazzo d’Orléans di “riesaminare”, insomma riscrivere, la delibera con la quale la giunta Crocetta ha ridisegnato il sistema dei corsi di formazione, eliminando i gettoni per gli allievi e riducendo i costi delle lezioni dell’Avviso 20. Contro il provvedimento del governo, salutato come l’impronta di Nelli Scilabra sulla formazione professionale, l’Asef (un cartello che riunisce 12 enti di formazione, difeso dagli avvocati Carlo Comandé ed Enzo Puccio) aveva presentato un ricorso. Che, appunto, a dicembre ha ottenuto il primo sì, in attesa di una decisione di merito attesa per il 25 giugno.
Nel mirino era finito l’“Avviso 20”, il bando attraverso il quale dal 2011 vengono organizzati i corsi. Una torta che vale 150 milioni all’anno, a patto di rispettare alcune regole fissate appunto dal governo con una delibera del 16 settembre: fra queste, l’obbligo di utilizzare il personale iscritto all’albo unico dei formatori e la riduzione dei costi delle lezioni. Decisioni contro le quali i dodici enti rappresentati dall’Asef – Inforwork, Des, “Promozione e sviluppo”, Cesfor, C&B, “La Città del Sole”, “Ada Comunicazione”, Emmeciquadro, Cesam, Euroform, “Form Azione europea” e Cesia – hanno ottenuto dal Tar prima e dal Cga adesso l’ordine di “riesame”.
La decisione del Tar era arrivata negli ultimi giorni del 2014. In particolare, i giudici amministrativi si erano pronunciati su uno dei punti, la riduzione dei costi delle lezioni: se infatti fino a settembre ogni ora di lezione veniva pagata 129 euro, adesso ne costa 117. Una decisione che secondo l’Asef altera le regole a partita in corso: “Gli enti – hanno scritto gli avvocati Carlo Comandé ed Enzo Puccio nel ricorso – hanno manifestato il loro interesse ai pacchetti formativi presentando la relativa dichiarazione entro il 5 giugno 2014, e dunque in data antecedente l’emanazione dei decreti impugnati”. Insomma: gli enti si erano candidati prima, senza sapere che il compenso sarebbe stato ridotto.
Contro quell’ordinanza aveva presentato ricorso la Regione. Ma, con un’ordinanza depositata stamattina (numer 197/2015, presidente Raffaele Maria De Lipsis, consiglieri Antonino Anastasi, Ermanno De Francisco e Giuseppe Barone, consigliere ed estensore Alessandro Corbino), il Consiglio di giustizia amministrativa l’ha bocciato perché “non sembrano sussistere elementi per discostarsi dall’assetto cautelare definito dal Tar”. Al momento restano invece in piedi l’eliminazione dei gettoni per gli allievi e le nuove regole sul personale degli enti, che saranno valutate nel giudizio di merito. L’appuntamento è fissato per il 25 giugno. Nel frattempo c’è una delibera da riscrivere. Un sistema da ripensare.

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