CATANIA. A Catania, avvocati praticanti sul piede di guerra. Sono circa 400 gli aspiranti legali interessati che puntano il dito contro i Corsi di abilitazione che, alle falde dell’Etna, sarebbero a totale appannaggio dell’Ordine degli avvocati. E, questa mattina, manifestazione dinanzi la Tribunale. “C’è una situazione di monopolio – spiegano – 1098 euro da pagare per il corso e chi non può permetterselo è fuori dai giochi. L’Ordine ha costituito anche una Fondazione con la giustificazione di spendere quei soldi per migliorare le condizioni degli stessi praticanti: ma, al massimo, si spendono 10 mila euro all’anno per l’affitto dei locali dell’Università”.
Una questione che è destinata a restare aperta: “La manifestazione di oggi vede tutti i praticanti uniti: vogliamo rendere trasparente il meccanismo della formazione garantendo a tutti, come avviene in tutta Italia, la libera partecipazione – spiega Camillo Greco -. Sarebbe stato più logico attendere la regolamentazione del Ministero anziché mettere a rischio la carriera degli aspiranti avvocato. L’Ordine ha deciso, invece, al posto del Ministero ponendo in atto una vera e propria discriminazione. Adesso decade anche l’ultima giustificazione visto che l’esame di Stato sarà identico per almeno i prossimi due anni”.

