L'avvocato che Messina Denaro voleva morto: rinviato a giudizio

L’avvocato che Messina Denaro voleva morto: “Solimano” rinviato a giudizio

L'ottantenne Antonio Messina è accusato di associazione mafiosa

PALERMO – L’avvocato Antonio Messina sarebbe il “Solimano” citato nelle lettere che Matteo Messina Denaro si scambiava con l’amante Laura Bonafede.

Il gip ha rinviato a giudizio l’imputato, 80 anni, arrestato lo scorso aprile per associazione mafiosa. Il processo avrà inizio il 25 marzo. Si trova ai domiciliari per ragioni di età.

Secondo la ricostruzione del procuratore Maurizio de Lucia e dei sostituti Gianluca De Leo, Pierangelo Padova e Bruno Brucoli, Messina avrebbe gestito la cassa mafiosa da cui venivano prelevati i soldi per finanziare la latitanza del padrino arrestato nel 2023 e deceduto.

“Quel Solimano di merda di ci ha distrutti”, diceva sprezzante la maestra e figlia del capomafia Leonardo Bonafede.

Non sono i primi guai giudiziari per l’avvocato Messina che si muoveva fra la Sicilia, Milano e Bologna. Alla fine degli anni Settanta fu condannato per il sequestro di Luigi Corleo, il suocero dell’esattore mafioso di Salemi Nino Salvo. Poi la condanna per traffico di droga negli anni Novanta. Assieme a lui erano imputati l’ex sindaco del Comune di Castelvetrano Antonio Vaccarino, e pezzi grossi come Nunzio Spezia e Franco Luppino, fedelissimi del latitante.

Messina fu radiato dall’ordine professionale. Gli era piovuta addosso pure l’accusa pesantissima di essere stato il mandante dell’omicidio del giudice Giangiacomo Ciaccio Montalto. Un delitto costato l’ergastolo a Totò Riina e Mariano Agate. Messina fu scagionato.

Massone in sonno del Grande Oriente d’Italia (loggia Domizio Torrigiani), nel 2019 Messina fu intercettato mentre parlava con Giuseppe Fidanzati, uno dei figli di Gaetano Fidanzati, boss dell’Acquasanta, oggi deceduto, che aveva fatto di Milano la sua seconda città e la base operativa dei traffici di droga.

In una delle tante lettere che il padrino si scambiava con la maestra emerge la rabbia di Matteo Messina Denaro nei confronti dell’avvocato Messina. Avrebbe anche pensato di ucciderlo per dei contrasti mai chiariti.

In un pizzino al 19 dicembre 2022 Bonafede scriveva che “a Solimano gli piace spendere soldi facili ma mai avrei potuto pensare che arrivasse a tanto, quando dici che gliela farai pagare che non ti fermi ti posso dire che ne sono certo, ti conosco anche sotto questo aspetto. Non ti nego che mi sarebbe piaciuto che avessi fatto due piccioni con una fava, Solimano e pancione, ma pancione ci sta pensando da solo mangia come un porco nemmeno può camminare più”. “Pancione” sarebbe Epifanio Napoli, oggi deceduto.


Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI