Nel 2017 Domenico Schillaci, soprannominato il “vampiro”, ha dichiarato 109 euro di reddito. Praticamente una miseria. Eppure il suo tenore di vita era altissimo. I finanzieri del comando provinciale di Palermo e gli agenti della polizia penitenziaria del carcere Lorusso- Pagliarelli hanno sequestrato i beni di Schillaci e della compagna Giovanna Lentini, sedicente avvocato.
Secondo gli investigatori, la loro fortuna economica derivava dalle truffe alle assicurazioni. Schillaci, infatti, è considerato uno dei capi della banda degli spaccaossa azzerata ieri con 42 fermi. Dei beni sequestrati fanno parte il nuovissimo bar Dolce Vita di via Filippo Brunelleschi, ristrutturato con i soldi della truffa, comprensivo di sala biliardo e slot-machine e centro scommesse, una Porsche Macán e un Tmax, un gommone Icon 23 con motore da 120 cavalli, soldi e conti correnti; un’agenzia di disbrigo pratiche automobilistiche intestata alla donna. Il tutto per un valore di oltre 500 mila euro.
Durante le perquisizioni sono stati sequestrati inoltre contanti “ingiustificati” per oltre 21 mila euro, insieme ad assegni, libretti postali, numerose carte di debito prepagate, farmaci e presidi sanitari trafugati presso negli ospedali cittadini.
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Probabilmente si tratta degli stessi farmaci che in alcune occasioni venivano somministrate alle vittime che si facevano spezzare gambe e braccia pur di incassare indennizzi assicurativi

