CATANIA – Mentre l’attività eruttiva dell’Etna mostra segnali di esaurimento, esplode la polemica politica sulla gestione dell’ordine pubblico e della fruizione del vulcano. Anthony Barbagallo, segretario regionale del Partito Democratico in Sicilia, ha usato toni durissimi contro l’apparato burocratico dell’Isola, definendo l’approccio adottato come uno spettacolo degradante.
Al centro della contestazione ci sono i divieti che hanno impedito di raggiungere il fronte lavico, portando la Forestale a identificare e sanzionare decine di turisti, escursionisti e curiosi. Secondo Barbagallo, la preoccupazione principale di funzionari e burocrati non è stata quella di garantire una fruizione sicura attraverso punti di osservazione stabiliti, ma esclusivamente quella di evitare assunzioni di responsabilità. Questa gestione, definita confusionaria e cerebrale, avrebbe causato una figuraccia di rilievo internazionale.
La vicenda è destinata ora ad approdare sui tavoli del Governo nazionale. Barbagallo ha infatti predisposto un’interrogazione rivolta ai ministri della Protezione Civile e dell’Interno. L’obiettivo è fare chiarezza su presunte pressioni o ingerenze che il dipartimento nazionale della Protezione Civile avrebbe esercitato sulla gestione dell’emergenza, come riportato da alcuni organi di stampa.

