Barbagallo (Pd): "La Vardera ha abbandonato il centrosinistra"

Barbagallo: “La Vardera candidato? Ha lasciato il tavolo progressista”

L'intervista al segretario regionale dei Dem

PALERMO – L’annuncio di Ismaele La Vardera provoca scossoni nel centrosinistra, dopo l’intervento di Avs l’onda lunga sembra arrivare verso il Pd. Ma Anthony Barbagallo, segretario regionale dei Dem, non ci sta e rilancia l’unità del tavolo progressista tendendo una mano al leader di Controcorrente. La frattura, però, si sta estendendo anche alle prossime amministrative. L’intervista.

La candidatura di Ismaele provoca uno scossone nel campo largo
“A me piace chiamarlo centrosinistra! Qualche settimana fa Ismaele La Vardera ha abbandonato il tavolo, per costruire candidature autonome e alternative al centrosinistra nei Comuni al voto. Ed è quello che sta facendo. In alcuni Comuni ha già la sua candidatura alternativa: Messina, Milazzo, Bronte, etc…”.

Lui sostiene il contrario
“Mi ha sorpreso la sua dichiarazione di ieri, che chiede il sostegno del centrosinistra dopo aver abbandonato il tavolo. Quindi se ha voglia di dialogare con i partiti del centrosinistra torni a sedersi al tavolo e si rimetta a quelle decisioni. Dando magari un contributo per costruire soluzioni unitarie a partire dai Comuni che vanno al voto. Individuando insieme metodo e nomi. Uniti si vince e la responsabilità dell’unità dobbiamo sentirla tutti”.

La Vardera ha accusato i “presunti alleati” di averlo attaccato per l’emendamento fake
“L’attività parlamentare è una cosa seria. La sottoscrizione di un emendamento, di un testo di legge o di una interrogazione comporta una precisa responsabilità politica. Ci sono politici che sono stati uccisi per aver sottoscritto atti parlamentari. Quell’emendamento, peraltro – in un momento di gravi difficoltà economiche – comportava una specifica e consistente assunzione di spesa. Insomma se chiedi ad altri colleghi di aggiungere la firma dopo la tua non puoi dire poi che è un emendamento fake”.

Lui ha denunciato l’assenza di controlli
“Come ribadito più volte a questo giornale, a mio giudizio, il procedimento legislativo in ARS – anche rispetto ad altri consigli regionali – è ormai viziato da una serie di violazioni e forzature insopportabili, con una grave responsabilità anche degli uffici preposti. Tempi non adeguati per l’istruttoria, confusione notturna, pareri delle commissioni di merito e bilancio che saltano, o vengono espressi in fretta e furia. Insomma, rispetto a questo sistema malato la risposta non può essere l’emendamento fake, ma un impegno deciso di chi vuole costruire l’alternativa in Sicilia, chiedendo rispetto dei tempi e delle regole, con un vincolo preciso: se vince il centrosinistra la prossima volta cambieremo registro anche sulla gestione dell’Ars”.

Quindi ribaltate il tema?
“Gli emendamenti farlocchi non sono il mio metodo, né quello del Partito Democratico. Il Pd e tutti i parlamentari del Pd rispettano i colleghi ma pretendono di essere rispettati”.

Anche Avs oggi dà uno scossone al centrosinistra, richiamandolo alla necessità di fare scelte verso le regionali
“Prima ci sono le elezioni amministrative, ci piacerebbe che al prossimo incontro anche Avs desse un contributo significativo per la scelta di candidature condivise. Le regionali sono tra 20 mesi le amministrative tra due”.

La sensazione è che si stia restringendo il “Campo largo”
“No, io credo invece che tutti i contributi siano importanti, giorno dopo giorno aumenta l’inadeguatezza e inconsistenza del governo Schifani, dalla sanità all’incapacità di spesa della Regione, ad una gravissima sottovalutazione del tema della legalità, alle clientele spudorate. A fronte di questo bisogna marcare l’alternativa, costruendo un campo di centrosinistra alternativo nei metodi, con un programma di governo chiaro. Un’alternativa inclusiva, credibile e ampia. Il tema poi è quello di trovare un metodo di scelta condiviso per il candidato presidente”.

La Vardera rivendica i risultati del sondaggio Swg che attestano Controcorrente come uno dei partiti con più consensi
“Certamente il metodo di scelta non può essere quello che ogni partito paga un sondaggio che lo mette in testa e poi si candida. In un tavolo si condivide un metodo di scelta. Non solo, non puoi schierare il tuo movimento nei Comuni contro il centrosinistra e poi pretendere che il centrosinistra ti sostenga”.

Diciamo che soffia aria di ‘guerra politica totale’?
“Tutt’altro. La nostra mano è tesa, ma serve confrontarsi e serve costruire. Il Pd ha l’ambizione di costruire una coalizione ampia e inclusiva che condivida metodi di scelta e programmi. Siamo pronti all’ascolto, al confronto, al dialogo, consapevoli che con gli scossoni non si risolvono le cose. Il Pd è pronto a fare la sua parte in questa direzione”.

In questo percorso le primarie che ruolo hanno?
“Noi le abbiamo previste nello statuto. Sono il metodo naturale di selezione delle candidature. Ci sono anche altri metodi. Li valuteremo insieme con gli alleati e con chi vuole una Sicilia diversa”.

Primarie aperte anche a La Vardera?
“A me farebbe piacere che Ismaele rientrasse nel tavolo del centrosinistra e condivida con noi e gli altri partiti innanzitutto scelte per le amministrative e poi anche il metodo di selezione della candidatura per la presidenza della Regione. Lo ripeto: uniti si vince”.

Emergenza ciclone e frana, qual è il suo giudizio sul governo regionale e quello nazionale?
“Poche idee e ben confuse, come diceva il mio professore di storia. Confusione innanzitutto sulle misure. Il Pd alla Camera ha chiesto la sospensione e il blocco delle scadenze fiscali e contributive, l’emendamento è stato bocciato. Ma chi non ha più la sede dell’impresa, che contributi deve pagare? Schifani che va con il cappello in mano a Roma a chiedere soldi non ha neanche sospeso – per i cittadini che hanno subito danni – i tributi di competenza della Regione: Irap, bollo auto e addizionale regionale”.

Cosa ne pensa dei bandi a sostegno di imprese e cittadini?
“I pochi bandi emanati dalla Regione sono cervellotici. Ad esempio nel settore Pesca, ma perché escludere coloro che hanno un decreto penale di condanna? Qual è la ratio? Ci sono centinaia di pescatori che sono stati sanzionati in passato, per aver sconfinato di pochi nodi in acque internazionali e oggi non potranno partecipare ai bandi della Regione. Per non parlare dei balneari, per i quali è previsto un ristoro di soli 20.000 euro, dopo che è stato distrutto tutto. È passato un mese dall’alluvione, sono stati stanziati solo 33 milioni per la Sicilia, devono dirci da dove prenderanno i soldi, sono degli irresponsabili”.


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