Biagio, la Cinquecento, suo padre | Don Corrado ha pregato con lui

Biagio, la Cinquecento, suo padre | Don Corrado ha pregato con lui

L'arcivescovo di Palermo in visita dal missionario laico. La storia di una vocazione.

PALERMO– L’uomo che preferisce essere chiamato don Corrado, invece che arcivescovo, ha fatto visita a Biagio Conte, giunto al sesto giorno di veglia sul marciapiede delle Poste di via Roma.

Si è inginocchiato sul cartone che ripara a malapena il missionario laico, impegnato nella sua dura protesta contro l’indifferenza. E gli ha impartito la comunione. Non ha detto nulla, l’arcivescovo di Palermo, vestito con i paramenti di un parroco, se non questo: “Le parole custodiamole nel cuore”. Poi è andato via. Intanto, Biagio resta in strada.

La chiesa palermitana ha preso posizione con una nota sul sito dell’arcidiocesi: “I numerosi senzatetto, morti negli ultimi mesi in un angolo di strada fino al caso di Amor il pomeriggio di Capodanno, sono la prova che qualcosa non va, che le ingiustizie sociali stanno relegando ai margini uomini soli, famiglie con figli, anziani, nell’indifferenza generale. E lui, fratel Biagio Conte, l’uomo che dai primi anni Novanta raccoglie dalla strada chi non ha più nulla, ha deciso di farsi come loro. Così, ha preso un paio di coperte, la Bibbia, il breviario, ha raccolto per strada un bel cartone robusto e ha sistemato il suo giaciglio di protesta sotto i portici delle Poste centrali di via Roma. Proprio dove qualche anno fa emise l’ultimo respiro Vincenzo, un senza dimora che la Missione Speranza e Carità ha assistito e accompagnato verso la morte, facendogli sentire l’affetto e l’attenzione che per una vita gli erano stati negati”.

Riccardo Rossi è un giornalista, vicino alla Missione ‘Speranza e Carità’. Anche lui ha vegliato, giorno e notte alle Poste. Racconta: “Fratel Biagio è stato male due volte, tra sera e mattina. Non credo che intenda mollare. Con l’arcivescovo ci sono stati momenti molto intensi. Biagio gli ha presentato un padre di famiglia che dorme per strada”. Il missionario laico è ovviamente stremato. Non mangia da sei giorni, assume solo un po’ d’acqua. A un certo punto, è intervenuto il 118. Stamattina ha potuto fare una doccia grazie ai Lions che hanno messo a disposizione un furgone apposito.

La città continua a osservarlo, tra speranza e scetticismo. Sotto i portici, qualcuno riprende vecchi fotogrammi di una vita trascorsa: “Ricordo Biagio su una Cinquecento rossa, quando era un giovanotto borghese a tutti gli effetti. E suo padre si disperava perché lui dava tutti i soldi ai poveri”. Di lì a poco, il signor Biagio Conte avrebbe cominciato un viaggio che l’ha portato fin qui, a dormire di notte, all’aperto, sotto le stelle e il cielo di Palermo.

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