Il bilancio del comune di Palermo è ancora in alto mare. Questa mattina il consiglio comunale che avrebbe dovuto cominciare a discutere gli atti propedeutici alla manovra finanziaria è andato a vuoto, dal momento che mancava il numero legale, e la seduta è stata aggiornata a domattina.
Ma, ammesso che domani si raggiunga il numero minimo di venti consiglieri, l’approvazione del bilancio resta una chimera. Basti pensare, per esempio, che i pareri su alcuni degli atti propedeutici da parte delle commissioni competenti arriveranno solo giovedì e che la commissione Bilancio e il Ragioniere generale sono in disaccordo sull’equilibrio della manovra.
Lo schema di bilancio, infatti, è stato formulato dal commissario Latella ed è al momento in equilibrio, così come certifica il Ragioniere. Ma solo perché non sono stati ancora notificati a Palazzo delle Aquile i tagli decisi dall’ultima Finanziaria regionale che ammontano a otto milioni e mezzo di euro. Un buco a cui si deve aggiungere la soppressione dell’addizionale provinciale all’accisa sull’energia elettrica, che costa altri cinque milioni. In tutto oltre 13 milioni che mancano all’appello e che andrebbero trovati con un emendamento tecnico o con un atto di giunta che rimoduli l’intero schema. La commissione, quindi, non ha fornito il parere proprio perché aspetta l’intervento dell’amministrazione attiva, mentre per il Ragioniere i conti sono in ordine.
Insomma, bene che vada l’approvazione degli atti propedeutici (alienazioni, aree e opere pubbliche) non arriverà prima della prossima settimana, allungando così ancora di più i tempi per il via libera definitivo alla manovra che a questo punto rischia seriamente di essere approvata dal prossimo consiglio. Con buona pace del sindaco, che aveva chiesto un via libera in tempi brevi, e della Gesip che non potrà ricevere i soldi da Roma.

