PALERMO – La sentenza è stata annullata. Il processo è da rifare perché era viziato da un errore fin dall’inizio. Nel Tribunale di Termini Imerese che condannò un imputato a sette anni per violenza sessuale c’era un giudice che non poteva fare parte del collegio. La condanna fu confermata in appello, ora la Cassazione accoglie il ricorso dell’avvocato Matteo La Barbera.
I fatti sono del 2013, l’iter processuale è iniziato nel 2018. L’imputato era accusato di avere palpeggiato il seno di una bambina di nove anni mentre guardavano un film sul divano. L’uomo sessantenne ha sempre respinto con fermezza l’accusa: mai avrebbe fatto una cosa del genere.
La difesa riteneva il suo racconto non credibile perché pieno di contraddizioni e in ambiente familiare c’erano motivi di forte risentimento personale nei suoi confronti. Arriva, però, la condanna di primo grado, confermata anche in appello.
Il legale propone un ricorso. La sentenza deve essere annullata per “difetto di capacità del giudice”. Non era togato ma onorario e non poteva fare parte del collegio. La sua competenza era “limitata agli affari penali di rito monocratico, e non per il ruolo collegiale che effettivamente ha ricoperto nel giudizio di primo grado”.
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In caso di violenza sessuale aggravata, a partire dal 2017, la legge pone un divieto assoluto di impiego dei magistrati onorari nei collegi penali. La nullità delle sentenze di condanna è “assoluta e insanabile”.

I supremi giudici hanno dato ragione all’avvocato La Barbera e annullato senza rinvio la sentenza e trasmissione degli atti al Tribunale di Termini Imerese.



