Blitz della polizia municipale | Chiuse due attività abusive

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Caschi bianchi in azione in via Merlo e via del Bosco.

PALERMO – Due attività commerciali abusive, una autocarrozzeria ed una parruccheria, rispettivamente ubicate in via Merlo ed in via del Bosco, sono state chiuse dalla polizia municipale perché riscontrate senza alcuna autorizzazione amministrativa. Il provvedimento di chiusura immediata è stato eseguito dal nucleo che si occupa di accertamenti tributari. In via Merlo dai controlli compiuti ad una autocarrozzeria , oltre all’assenza di tutte le autorizzazioni necessarie, sono state riscontrate violazioni alla normativa ambientale. Le operazioni di verniciatura venivano eseguite all’esterno, con propagazione delle esalazioni delle vernici, nell’ambiente, senza adottare le previste misure di protezioni tecniche.

In via del Bosco, invece, gli agenti recatisi sul posto per verificare la cessazione di una attività di Internet Point, negli stessi locali hanno riscontrato la presenza di una parruccheria per uomo e donna, condotta da una donna di origini ghanesi. Alla richiesta delle autorizzazioni di rito, non è stata fornita alcuna documentazione, per cui è stata eseguita la chiusura immediata dell’attività.

“L’intervento odierno della polizia municipale dimostra che le attività commerciali abusive in città sono ancora molte. Un plauso va all’attività del corpo dei vigili urbani e al comandante Vincenzo Messina, augurandoci che i controlli abbiano continuità”.

A dichiararlo in merito al sequestro di un’officina e di una parruccheria abusive, è il presidente di Confartigianato Palermo, Nunzio Reina, che aggiunge: “Decine di piccole imprese ogni anno cessano l’attività ed effettuano la cancellazione alla Camera di Commercio, ma in realtà restano aperte senza alcuna autorizzazione. Un fenomeno contro il quale la nostra associazione si è sempre battuta e adesso più che mai. Questo meccanismo provoca danni enormi all’economia cittadina. L’assenza di autorizzazioni mette a rischio il cliente e a risentirne sono gli imprenditori onesti che pagano le conseguenze della concorrenza sleale. Per questo chiediamo alle forze dell’ordine di continuare a vigilare: Confartigianato – precisa Reina – è disposta a fornire gli elenchi delle attività che hanno dichiarato la chiusura. E’ necessario verificare che abbiano davvero abbassato le saracinesche, perché in caso contrario si tratterebbe di una ulteriore escalation del fenomeno dell’abusivismo”.
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