Blue Whale, 20 casi sospetti |La Bella: "Stiamo indagando"

Blue Whale, 20 casi sospetti |La Bella: “Stiamo indagando”

Blue Whale, 20 casi sospetti |La Bella: “Stiamo indagando”

Istituita una task forse per prevenire e contrastare il fenomeno.

sfide e autolesionismo
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CATANIA – Il “Blue Whale” (balena blu) è arrivato anche a Catania. Il “percorso”, definito perverso dagli investigatori catanesi che coinvolge adolescenti e giovanissimi attraverso la rete, si divide in 50 tappe (o prove) da superare fino al traguardo finale che è quello di sfidare la morte, la maggior parte delle volte buttandosi da un palazzo o balcone. Le diverse prove da superare (suggerite da un tutor o curatore) consistono nel procurarsi autolesionismo (come il “cutting”) e tra questi ci sono atti di autolesionismo, come il “cutting”. Definirlo gioco sarebbe banalizzare il fenomeno, ma non bisogna nemmeno costruire demoni e terrorizzare vittime e potenziali vittime. La Questura di Catania, in particolare la polizia postale, ha voluto fare rete con Procura, Asp e Ufficio Scolastico per contrastare questa “inquietante” sfida, che arriverebbe dalla Russia. Anche se molti dubbi sulla sua divulgazione sono presenti. Ma al di là dei dubbi, la realtà è che dopo il servizio de Le Iene che ha “portato consapevolezza tra gli adulti” sono arrivate alla Polizia Postale almeno 20 tra segnalazioni e denunce che “stiamo verificando”, ha affermato Marcello La Bella, dirigente della Polizia Postale di Catania durante la conferenza stampa che si è svolta questa mattina alla Questura di Catania alla presenza del Questore Giuseppe Gualtieri, di Marisa Scavo, Procuratore Aggiunto di Catania, di Caterina Ajello, Procuratore ella Repubblica dei Minorenni di Catania, Giuseppe Giammanco, direttore generale dell’Asp di Catania ed Emilio Grasso dell’Ufficio Scolastico Provinciale.

Le indagini hanno portato già a un risultato: una ragazzina sarebbe entrata nella “sfida” lanciata attraverso i social e gli investigatori hanno rintracciato il “curatore”. “E’ stato individuato il tutor in provincia di Cosenza – ha spiegato la magistrata Aiello della Procura dei Minori – sono partite una serie di iniziative investigative e di perquisizioni”. “Il reato che in questi casi viene contestato è l’istigazione al suicidio”, evidenzia il procuratore aggiunto Marisa Scavo, che spiega anche le linee guida che sono state elaborato per prevenire “il fenomeno inquietante”. “Inoltre abbiamo disposto che se il minore non cede volontariamente il suo cellulare ne sarà predisposto il sequestro”, chiarisce la Scavo. Poi la magistrata evidenzia l’importanza della scuola e pone l’accento “sull’obbligo degli insegnanti a denunciare sempre e qualsiasi tipo di reato”.

Grazie a un accordo nato tra la Polizia, l’Asp, l’Ufficio Scolastico, la Procura distrettuale e quella dei Minorenni abbiamo attivato una sinergia che ci consentirà di monitorare in modo più incisivo sul fenomeno”, ha evidenziato il Questore Gualtieri. Dal canto suo il manager Giammanco ha parlato dell’importante attività svolta dagli specialisti di neuropsicologia infantile e anche dai pronto soccorso, visto che uno dei segnali è quello dei tagli su varie parti del corpo. Gli inquirenti, con l’aiuto di tutti gli attori coinvolti, hanno stilato un elenco di consigli per poter comprendere se si è davanti a un caso di “Blue Whale”. “Lo stiamo diffondendo immediatamente a tutte le scuole per questo abbiamo coinvolto l’Ufficio Scolastico Provinciale – ha assicuratore La Bella – e all’apertura dell’anno scolastico sarà nuovamente riproposto”. L’attenzione è alta. “Quanto sta accadendo – chiosa Aiello della Procura dei Minorenni – è un campanello d’allarme sul disagio minorile in questa epoca”.

Ecco i consigli della Questura, che si possono trovare anche sul sito della polizia di stato che ha dedicato uno spazio ad hoc sul “Blue Whale”.

BLUE WHALE – CONSIGLI

La Polizia di Stato – Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni – sta coordinando gli interventi attivati a seguito delle numerose segnalazioni pervenute, e già in trattazione negli Uffici territoriali della Polizia Postale, allo scopo di individuare la presenza di eventuali soggetti che si dedicano a indurre minorenni ad atti di autolesionismo e al suicidio attraverso l’uso di canali social e/o di app. il fine ultimo è quello di intercettare fenomeni di emulazione, nei quali pericolosamente possono incorrere i più giovani in Rete in preda alle mode del momento o guidati da un’improvvida fragilità, magari condivisa con un gruppo di coetanei.

Stiamo parlando del blue whale challenge, una discussa pratica, che sembrerebbe provenire dalla Russia, che viene proposta come una sfida in cui un così detto “curatore” manipola la volontà e suggestiona i ragazzi sino ad indurli, attraverso una serie di 50 azioni, al suicidio.

CONSIGLI PER GLI INSEGNANTI

Programmare un dibattito o un seminario sul caso Blue Whale e sulla sicurezza di Internet in generale, cercando un confronto costruttivo e provando ad intercettare l’opinione dei propri studenti a riguardo.

Osservare se l’alunno nell’ultimo periodo ha avuto un cambiamento repentino nel rendimento scolastico, nella socializzazione, nel tono dell’umore. Osservare anche se qualcuno presenta eventuali tagli sulle braccia, segni tipici dell’iniziazione della Balena Blu.

Qualora vi doveste accorgere che un alunno frequenti spazi web sulla Balena Blu-Blue Whale non esprimete giudizi, non create allarmismi né sminuite l’accaduto. Contattate subito la famiglia e mettetela al corrente di quanto emerso ed informatela dell’esistenza del servizio di neuropsichiatria dell’ASPCT che, attraverso professionisti psicologi e neuropsichiatri infantili specializzati per i minori, potrà supportare il giovane e valutare l’intervento più specifico.

Il dirigente scolastico e gli insegnanti hanno l’obbligo giuridico di segnalare all’A.G. o alla Polizia Postale e delle Comunicazioni ogni notizia acquisita riguardante l’inquietante pratica del “blue whale”, in modo da attivare ogni opportuno intervento a tutela della potenziale vittima. Si ricorda che tale obbligo di segnalazione si estende ad ogni notizia di reato, atteso che gli insegnanti, in qualità di incaricati di pubblico servizio, hanno l’obbligo giuridico “di denunciare all’A.G. o altra autorità che a quella abbia l’obbligo di riferirne, un reato di cui ha avuto notizia nell’esercizio o causa delle sue funzioni” e che l’omessa denuncia integra il reato di cui all’art. 362 c.p..

Si raccomanda di non condurre autonome indagini di natura amministrativa per verificare la fondatezza o meno della notizia appresa in quanto tale compito spetta all’A.G o alla Polizia giudiziaria. Acquisire, di iniziativa, notizie da parte di altri ragazzi potrebbe determinare un inquinamento probatorio dovuto al c.d. “contagio dichiarativo”.

Assumere un atteggiamento rassicurante nei confronti dei ragazzi non significa sottovalutarne le confidenze e le segnalazioni ricevute che vanno inoltrate agli organi competenti gli unici preposti a valutarne la gravità o meno.

Mantenere la massima riservatezza con gli organi di stampa per evitare pregiudizio alle indagini e fenomeni emulativi tra i giovani

CONSIGLI PER I GENITORI

Il Blue Whale è una pratica che può suggestionare i ragazzi e indurli progressivamente a compiere atti di autolesionismo, azioni pericolose (sporgersi da palazzi, cornicioni, finestre etc), sino ad arrivare al suicidio. Questa suggestione può essere operata dalla volontà di un adulto che aggancia via web e induce la vittima alla progressione nelle 50 tappe della pratica, oppure da gruppi whatsapp, o sui social nei quali i ragazzi si confrontano sulle varie tappe, si fomentano reciprocamente, si incitano a progredire nelle azioni pericolose previste dalla pratica, mantenendo gli adulti significativi ostinatamente all’oscuro.

Monitorare il comportamento dei propri figli soprattutto se in età adolescenziale.

Aumentate il dialogo sui temi della sicurezza in rete: parlate con i ragazzi di quello che i media dicono e cercate di far esprimere loro un’opinione su questo fenomeno; – Tenere sempre vivo il dialogo sul caso Blue Whale e sulla sicurezza di Internet in generale, cercando un confronto costruttivo e provando a intercettare l’opinione dei figli a riguardo.

Prestate attenzione a cambiamenti improvvisi: cambi del tono dell’umore, cambiamenti repentini del rendimento scolastico, della socializzazione, del ritmo sonno veglia: alcuni passi prevedono di autoinfliggersi ferite, di svegliarsi alle 4,20 del mattino per vedere video horror, ascoltare musica triste. Controllate anche eventuali tagli sulle braccia, segni tipici dell’iniziazione della Balena Blu.

Se avete il sospetto che vostro figlio frequenti spazi web sulla Balena Blu-Blue Whale parlatene senza esprimere giudizi, senza drammatizzare né sminuire: può capitare che quello che agli adulti sembra “roba da ragazzi” per i ragazzi sia determinante.

Ricordate ai ragazzi, possibilmente senza toni accusatori o troppo moralistici, il valore della vita e la cattiveria di chi cerca di manipolarci per farcela disprezzare. Fate loro presente che è del tutto normale sentirsi tristi o sentirsi a volte insicuri (soprattutto durante l’adolescenza), ma che la soluzione non è l’autodistruzione. Spiegate infine che anche se si è fatti convincere a compiere alcune prove della Blue Whale, nessuno è obbligato a proseguire e che chiedere aiuto non è sintomo di debolezza, bensì di coraggio.

Se vostro figlio/a vi racconta che c’è un compagno/a che partecipa alla sfida Balena Blue-Blue-Whale, non esitate a comunicarlo ai genitori del ragazzo se avete un rapporto confidenziale, o alla scuola se non conoscete la famiglia; se non siete in grado di identificare con certezza il ragazzo/a in pericolo recatevi presso un ufficio di Polizia o segnalate i fatti a www.commissariatodips.it ove è stata predisposta una apposita icona per le segnalazioni Blue Whale.

Se avete appurato che vostro figlio ha in qualche modo già iniziato la sfida della Balena Blue –Blue Whale o se presenta qualche sintomo di malessere psicologico o segno fisico tra quelli elencati potrete anche recarvi personalmente presso il Servizio di Neuropsichiatria Infantile dell’ASP di Catania (Corso Italia, 234 – Catania) che ha attivato uno spazio di ascolto e consulenza dedicato con psicologi e neuropsichiatri specializzati con i minori.

CONSIGLI AI RAGAZZI

Nessuna sfida con uno sconosciuto può mettere in discussione il valore della tua vita: segnala chi cerca di indurti a farti del male, a compiere autolesionismo, ad uccidere animali, a rinunciare alla vita su www.commissariatodips.it .

Ricorda che anche se ti sei lasciato convincere a compiere alcuni passi della pratica Blue Whale non sei obbligato a proseguire: parlane con qualcuno, chiedi aiuto, chi ti chiede ulteriori prove cerca solo di dimostrare che ha potere su di te.

Se conosci un coetaneo che dice di essere una balena Blu-blue whale parlane con un adulto: potrebbe essere vittima di una manipolazione psicologica e il tuo aiuto potrebbe farlo uscire dalla solitudine e dalla sofferenza;
Se qualcuno ti ha detto di essere un “curatore” per la sfida Blue Whales-Balena Blu sappi che potrebbe averlo proposto ad altri bambini e ragazzi: parlane con qualcuno di cui ti fidi e segnala subito chi cerca di manipolare e indurre dolore e sofferenza ai più piccoli a www.commissariatodips.it .

Se sei stato aggiunto a gruppi whatsapp, Facebook, Istagram, Twitter o altri social che parlano delle azioni della Balena Blu-Blue Whale parlane con i tuoi genitori o segnalalo subito su www.commissariatodips.it .

Se presso la scuola che tu frequenti è presente uno sportello di ascolto o consulenza psicologica, e pensi che tu o qualche tuo amico possiate essere vittime della balena blue-blue whale parlane in maniera riservata con lo psicologo che ti ascolterà e potrà aiutare te o il tuo amico ad affrontare e superare questo stato di malessere e/o sofferenza: solo parlandone e chiedendo aiuto puoi venirne fuori.

 

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