Boccia (Pd): "Il governo strumentalizza Torino, si occupi di Niscemi"

Boccia (Pd): “Il governo strumentalizza Torino, si occupi di Niscemi”

Le parole del presidente dei Dem. Intervengono anche Nicita e Rando
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ROMA – “Per affrontare quello che è avvenuto in Sicilia e a Niscemi, con una delle più grandi frane che si ricordino serve un decreto urgente ad hoc, un provvedimento adeguato che avrebbe davvero, a differenza della maggioranza dei decreti emanati da questo esecutivo, le caratteristiche della necessità e dell’urgenza”. Lo dice il senatore Francesco Boccia, presidente del gruppo del Pd.

Boccia: “Il governo si occupi di Niscemi”

“Necessità e urgenza – continua Boccia – confermate dalla drammaticità della situazione: la frana è ancora in corso, migliaia di sfollati, c’è l’esigenza di mettere in sicurezza il territorio, di definire governance, tempi e risorse certi per gli interventi. E invece, ancora una volta, il governo, anziché occuparsi del Sud, si occupa d’altro. Cerca di strumentalizzare ciò che è accaduto a Torino e che noi tutti abbiamo condannato senza se e senza ma, per cavalcare le paure ed emanare, quello sì per decreto, un giro di vite sulle libertà dei cittadini. Un atteggiamento irresponsabile”.

“Ci aspettiamo – prosegue Boccia – che nelle prossime ore l’Esecutivo emani un decreto per Niscemi. L’ordinanza non può bastare, né possono bastare i 100 milioni annunciati dalla Premier. Ci auguriamo che anche il governo regionale chieda con urgenza un tempestivo intervento dell’Esecutivo in Sicilia al fianco di una comunità che ha perso tutto”.

Nicita e Rando: “Serve una strategia”

“In questo momento serve una strategia dell’emergenza e Niscemi. Come opposizione siamo pronti a collaborare con le nostre proposte, ma fino ad oggi il Governo Meloni non mostra alcun ascolto. Bisogna riorganizzare la vita delle persone, sia degli sfollati che di tutti i cittadini, con una strategia sia di breve periodo che di prospettiva”. Lo dicono i senatori dem Antonio Nicita ed Enza Rando.

“Per tutti i cittadini e le cittadine colpite dalla frana e dagli eventi meteo-merini estremi chiediamo, a partire dai nostri emendamenti nel Milleproroghe, l’immediata sospensione – aggiungono – degli oneri fiscali e degli oneri finanziari connessi a mutui e prestiti di famiglie e imprese. Apprezziamo in tal senso la disponibilità dichiarata da Abi e chiediamo al Governo di agire subito su questa strada. Misure mancetta come quelle annunciate dal presidente Schifani, cioè 5000 euro per le imprese colpite, non servono a nulla, se non a depauperare ancora i siciliani di risorse da destinare al dissesto idrogeologico”.

“Se il Governo non trova risorse le recuperi dai finanziamenti non spesi sul Ponte. Già nel 2025, 800 milioni non spesi sul Ponte, ex Fsc Sicilia e Calabria, sono stati messi su altro nella legge di bilancio. Sappiamo già che il governo non riuscirà a spendere per il Ponte, in 10 mesi, i 2 miliardi bloccati per il 2026, ma poiché la propaganda è più forte dell’emergenza, il Governo non intende restituire quelle risorse oggi alle regioni colpite, nonostante possa riprogrammarle dopo il 2032. Serve un approccio serio, strategico, lungimirante e credibile”.


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