PALERMO – Il fiume Oreto si rifà il look. Sono partiti oggi, alla presenza del sindaco di Palermo Leoluca Orlando e del vice Emilio Arcuri, i lavori per la bonifica del letto del fiume, pulito l’ultima volta nel 2005. Dodici anni di abbandono che hanno trasformato l’Oreto in una discarica a cielo aperto, con tanto di baracche abusive, alberi alti diversi metri che oscurano la visuale e rifiuti di ogni genere.
Palazzo delle Aquile ha stanziato poco meno di 200 mila euro per il primo intervento, affidato mediante gara a una ditta di Salerno, che prevede la bonifica dal ponte delle Ferrovie a quello di via Oreto: in pratica la parte a monte del fiume, su cui si collega anche il collettore di Brancaccio. Le maestranze potrebbero spingersi fino a corso dei Mille, anche se l’obiettivo dell’amministrazione è di bonificare tutto il tratto del fiume che, in molte parti, è diventato una discarica a cielo aperto.
“Continua l’attenzione del Comune sull’area dell’Oreto – ha detto Orlando al ponte Bailey alla presenza del presidente della Terza circoscrizione Antonio Santangelo, del vice Dario Chinnici e del presidente della Prima commissione di Sala delle Lapidi Juan Diego Catalano – siamo in attesa della revoca del divieto di balneazione per la costa Sud, chiesta alla Regione, ma siamo partiti dalla foce per risalire l’Oreto. Noi stiamo facendo la nostra parte, ma solleciteremo i comuni di Altofonte e Monreale a fare lo stesso per la parte alta del fiume. Finalmente da qui si vedranno gli altri ponti e perfino il mare, l’Oreto era un fiume, l’avevamo scordato ma ora torneremo a farlo essere tale”.
Quello sull’Oreto è il terzo intervento promosso dall’amministrazione su fiumi e canali di maltempo, dopo quelli realizzati sul Celona e a Boccadifalco. “Si tratta di fondi comunali – ha spiegato Arcuri – nel Patto per Palermo sono state poi previste altre opere per la prevenzione del rischio idrogeologico”. “Finalmente si attua una bonifica, cosa che non succedeva dal 2006 – ha aggiunto Chinnici – nel 2014 i lavori sono stati appaltati e oggi possono partire. Si tratta di un momento importante per restituire decoro e dignità a tutto il quartiere”. “Dopo il recupero del parco della Favorita, la cura del fiume Oreto rientra nel progetto di riqualificazione del verde urbano, nella prospettiva di dare alla città un nuovo parco”, ha commentato Catalano.

