Buco di bilancio, il processo non salta: “Questione superata”

Buco di bilancio, il processo non salta: “Questione superata”

I sindacati restano parte civile

CATANIA – Non deve ripartire da zero né retrocedere alla fase delle indagini preliminari. E i sindacati sono “legittimati” a rimanere come parte civile. Non è più a rischio, insomma, il processo sul presunto buco di bilancio del Comune di Catania. Tra gli imputati figurano politici e revisori dei conti che hanno amministrato Palazzo degli Elefanti tra il 2013 e il 2018, tra cui l’ex sindaco di Catania Enzo Bianco. Il processo si celebra dinanzi al Tribunale collegiale di Catania, presieduto da Alessandro Ricciardolo.

La questione preliminare

In aula il presidente ha respinto la questione preliminare avanzata dal difensore di Bianco, il professore Giovanni Grasso. La difesa chiedeva di annullare le imputazioni. Il legale aveva sostenuto che non vi sarebbe una “indicazione chiara e precisa dei fatti che sono ascritti agli imputati”. E questo, ha ricordato, è un presupposto “essenziale per garantire pienamente il diritto di difesa”. Una contestazione “formulata in modo generico”, secondo la tesi della difesa, lede i diritti dell’imputato.

La questione era stata respinta il 31 marzo 2022. Ed è a questa decisione che ha fatto riferimento il Presidente, che ha fatto “propria in ogni sua parte” quell’ordinanza e disposto sia da “intendersi trascritta nel verbale” di udienza. Secondo i giudici, ha specificato ancora il presidente, “l’imputazione anzi le imputazioni formulate dal pubblico ministero appaiono sufficientemente specifiche e dettagliate e in ogni caso tale imputazione è adeguatamente leggibile dagli imputati alla luce degli atti di indagine al loro ben noti”.

I sindacati

Il collegio ha confermato l’ammissione della costituzione di parte civile dei sindacati, della Cgil e dell’Ugl. L’ha confermata “stante la plurioffensività del delitto” di falso ideologico commesso da pubblico ufficiale in atto pubblico, una delle ipotesi di reato del processo. Si tratterebbe di un reato che “incide anche nella sfera giuridica di tutti i soggetti privati”. E dunque “deve ritenersi che le organizzazioni sindacali siano legittimate alla costituzione di parte civile, ferma restando ogni successiva eventuale valutazione sulla sussistenza del danno lamentato”. Vengono ammessi “proprio in quanto soggetti portatori e rappresentativi delle istanze dei lavoratori”.

Le imputazioni

Gli imputati sono 28, accusati a vario titolo di falso ideologico. Sindaco, assessori e revisori dei conti (in carica all’epoca delle contestazioni), tra l’altro, per l’accusa avrebbero “falsamente attestato la veridicità delle previsioni di entrata” anche se “consapevoli della loro sovrastima” e inoltre avrebbero “dolosamente omesso l’iscrizione nell’atto contabile di somme sufficienti a finanziare gli ingenti debiti fuori bilancio”. L‘indagine è stata condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Catania.

L’udienza

In aula hanno poi deposto un ex responsabile dell’ufficio entrate del Comune di Catania, teste di uno dei difensori. Alla prossima udienza inizieranno a sfilare i testimoni citati dalla difesa di Enzo Bianco. Va evidenziato ad ogni modo che l’ex sindaco ed ex ministro dell’Interno Enzo Bianco ha sempre respinto le accuse, convinto che ci sarà presto il modo di dimostrare l’assoluta correttezza del comportamento suo e della sua giunta davanti al Tribunale. Si tornerà in aula il 13 febbraio, ore 15.


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