CATANIA – Due proiettili che pesano come macigni nell’annata disgraziata del Catania. L’episodio increscioso avvenuto nella giornata di martedì, con il minaccioso plico inviato al presidente Nino Pulvirenti, rischia di rendere ancor più pesante l’aria che si respira nell’ambiente che fa da contorno alla formazione rossoazzurra. Un gesto deplorevole e che si distacca nettamente da quella che può essere la semplice e naturale delusione per due stagioni in piena ombra per la compagine etnea, la quale un anno fa ha conosciuto il baratro della retrocessione in serie B e ora rischia seriamente di proseguire la discesa, fino alla Lega Pro. Il tutto in un contesto sicuramente poco gradevole, visto che la sconfitta di Chiavari contro la Virtus Entella ha fatto ripiombare il Catania in piena zona retrocessione, dopo che gli ultimi verdetti relativi alle penalizzazioni inflitte alle pericolanti Varese e Brescia aveva fatto recuperare una posizione in classifica agli uomini di mister Marcolin.
Il Catania non sa più trovare la via del gol, la gara persa a Chiavari è anche la terza consecutiva in cui i rossoazzurri vanno negli spogliatoi senza riuscire a segnare. Maniero e Calaiò appaiono spaesati e privi del necessario sostegno da parte dei centrocampisti, forse in virtù di un atteggiamento tattico tendente più a non prenderle. Ma nonostante questa nuova impostazione tattica proposta da Marcolin dopo il doppio ko patito contro Pescara (fuori casa) e Frosinone (in casa), i rossoazzurri sono tornati a subire pesantemente le iniziative offensive avversarie. La prova lampante è arrivata proprio sabato contro la Virtus Entella, squadra che sta approcciando la lotta per non retrocedere nel verso giusto, cioè affrontando ogni singola partita con grinta e determinazione, limitando i margini di manovra agli avversari in fase difensiva e lottando su tutti i palloni per poter avere la meglio nel singolo incontro, e di conseguenza avere delle credenziali sufficienti per evitare la retrocessione. Un atteggiamento che il Catania dimostra di non aver ancora nel proprio DNA, nonostante questa sia la seconda stagione consecutiva in cui gli etnei devono badare a mantenere la categoria.
E a pesare gravemente sul bilancio di una stagione fin qui fallimentare, e che difficilmente potrà chiudersi con il sorriso (anche in caso di salvezza acciuffata per i capelli), c’è un ruolino di marcia esterno da brividi. Sedici partite giocate lontano dal ‘Massimino’ e appena cinque punti raccolti dal Catania, che finora è l’unica squadra della cadetteria a non aver ancora raccolto una vittoria in trasferta dall’inizio della stagione: un primato decisamente poco gradito, che i rossoazzurri condividono con una sola squadra tra i cinque campionati professionistici italiani, il San Marino (girone B della Lega Pro). Diventa così fondamentale tornare a macinare vittorie e a fare punti pesanti sul proprio campo, in quel ‘Massimino’ che sabato ospiterà la sfida tra gli uomini di Marcolin e l’Avellino di mister Rastelli, quarta forza del campionato e in piena corsa per la promozione diretta in serie A. E dopo la sfida casalinga contro i ‘lupi’ biancoverdi scatterà l’operazione-salvezza in un torrido mese di aprile, visto che il Catania affronterà, nell’ordine, Varese, Trapani, Latina e Ternana, con i lombardi e i laziali da sfidare a domicilio, e i granata e gli umbri che arriveranno al ‘Massimino’: tutte gare da non fallire per evitare finali tragici di campionato.
In molti si chiedono come potrebbe essere possibile il ribaltamento di questa situazione da parte del Catania, e gran parte delle chances di salvezza dei rossoazzurri potrebbero passare da qualche novità tattica, che Marcolin potrebbe effettuare già in vista del match contro gli irpini. Il tecnico ha deciso di passare dal 4-3-1-2, con cui erano arrivate le due vittorie contro Pro Vercelli e Perugia, al 3-4-1-2, con la rinuncia a uno dei due centravanti (quasi sempre Maniero) e l’utilizzo di Castro, in favore di una difesa più folta e un centrocampo votato più alla protezione che alla proposta di nuove trame offensive. È assai probabile che si torni allo schieramento originario, con l’utilizzo di entrambe le prime punte e il sostegno di Rosina sulla trequarti, con la linea di centrocampo affidata alla grinta di Rinaudo, agli inserimenti di Sciaudone e al brio dell’argentino Escalante, mentre Mazzotta e Parisi potrebbero essere i due terzini della difesa che tornerebbe a quattro elementi, con Ceccarelli e Capuano (quest’ultimo candidato a sostituire lo squalificato Schiavi) a fungere da ultimi baluardi per un Gillet apparso un po’ in ombra nella trasferta ligure. Piccole novità per un grande obiettivo da raggiungere: la salvezza.

