CATANIA – Una lettera indirizzata, tra gli altri, al presidente della Regione Schifani e all’assessore Tamajo. La questione è quella dell’ex Consorzio Asi di Caltagirone e la missiva è firmata dalla già deputata regionale Concetta Raia.
L’appello
Di seguito, l’appello.
“Illustri Presidenti ed illustre Assessore, ritengo importante rivolgermi a Voi a tutela dell’ex consorzio Asi di Caltagirone. E soprattutto delle imprese artigiane che vi sono stanziate.
L’artigianato è un’attività produttiva importantissima per il calatino. Esso è sempre stato un volano di sviluppo per i suoi comuni. Ha dato lavoro a centinaia di persone e ha costruito una vocazione per questo territorio. È assolutamente necessario che questa vocazione non venga spenta. E soprattutto non venga mortificato l’impegno e il lavoro di tante piccole imprese che sono un valore economico e sociale per tante comunità.
La problematica a tutti Voi ben nota è stata più volte rappresentata. Ma ad oggi non trova alcuna soluzione credibile che possa porre fine ad una difficoltà oggettiva e persistente. Che, purtroppo, porterà le aziende a chiudere causando un danno sia in termini occupazionali sia economici non indifferenti.
È certamente a Vostra conoscenza, On. Presidenti e On. Assessore, quanto sia difficile per un’area interna, quale è quella del calatino, riuscire a mantenere in vita insediamenti produttivi. Ed a maggior ragione se le sue imprese vengono penalizzate da limiti burocratici che impediscono la soluzione del problema.
Rischio chiusura
Il 23 ottobre si terrà in tribunale la prima udienza per l’avviso di sfratto. E per queste aziende significa la chiusura delle loro attività imprenditoriali dopo decenni.
Quello che accadrà è un fatto gravissimo, perché metterà a rischio il futuro di un intero comparto. Lasciando queste imprese senza nessuna speranza di futuro. E le Istituzioni, purtroppo, appariranno come soggetti sempre più lontani dai veri problemi con i quali si misurano le imprese. In un momento così difficile per il nostro territorio la politica attiva dalla Regione Siciliana deve supportare con maggiore impegno lo sviluppo delle aree interne della nostra Isola. Soprattutto di quelle realtà produttive resilienti che con sforzi notevoli resistono in ambienti carenti di servizi e di infrastrutture.
È alquanto paradossale che a questi imprenditori non venga applicato quello che la legge 9/2015 prevede, cioè la conversione dei contratti di locazione in contratto di acquisto degli immobili industriali.
Le criticità
Questi imprenditori appaiono così, penalizzati almeno due volte. La prima perché non sono in grado di poter intervenire sui capannoni che ormai sono obsoleti e che hanno gravi problemi anche di vivibilità rendendo l’attività imprenditoriale sempre più difficile.
La seconda volta perché non possono pensare a sviluppare un progetto per il futuro della propria impresa perché non hanno alcuna stabilità possibile perché con uno sfratto pendente e un’incertezza come questa non sono nella condizione di poter agire per il loro futuro, basti pensare che non hanno potuto nemmeno in questi anni impiantare apparati fotovoltaici sui loro tetti risparmiando sotto il profilo della produzione dell’energia elettrica perché non gli è stato consentito dal commissario liquidatore del consorzio Asi.
Non si capisce per quale motivo vengano, in questo modo, perseguitate le imprese dell’ex consorzio Asi che hanno come sola colpa quello di avere garantito lavoro e sviluppo e di resistere in un’area interna che, come dicevo prima, è priva di servizi e molto marginale.
Per questa ragione On Presidenti e On. Assessore desidero richiamare la vostra attenzione, come hai già fatto con grande sensibilità Sua Eccellenza il Vescovo di Caltagirone monsignor Peri, al quale io, con umiltà, unisco la mia voce, sulla vocazione artigianale ed imprenditoriale di Caltagirone e del Calatino intero , che penso che debba, con forza, essere tutelata e salvaguardata dalle Istituzioni che Voi rappresentate.
Sono certa che il Governo regionale capirà e interverrà perché non si possono penalizzare imprenditori intelligenti, coraggiosi e così tenaci che hanno fatto del Calatino e di Caltagirone la loro base di sviluppo in condizione spesso di penalizzazione e di grande difficoltà.

