Camere di commercio: "Riportare al centro le imprese" - Live Sicilia

Camere di commercio: “Riportare al centro le imprese”

Dopo le dichiarazioni delle Prestigiacomo arrivano reazioni e comunicati stampa.
LO SCORPORO
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Il mondo camerale è di nuovo in pieno fermento. Le ultime dichiarazioni che l’onorevole Stefania Prestigiacomo (FI) ha fatto a LiveSicilia e l’attesa del secondo incontro che le associazioni datoriali dovrebbero avere con l’assessore regionale Turano – a metà di questa settimana, ma è da confermare – per esprimere una proposta da presentare al ministro Giorgetti, hanno ringalluzzito gli animi e fatto fioccare i comunicati stampa che tacevano da anni o quasi.

Ma cosa c’è in ballo? Secondo l’emendamento approvato con il Dl Sostegni-bis c’è la certezza che le Camere di Siracusa e Ragusa devono staccarsi da Catania e unirsi a Trapani, Caltanissetta e Agrigento. Ma sembrano aperti gli spiragli per dare alla Regione Siciliana – che in realtà non sembra volere così tanto questa patata bollente – la possibilità di lasciare tutto il mondo com’è, quindi con gli accorpamenti attualmente esistenti. Oppure la possibilità di creare una quinta camera in Sicilia stravolgendo quanto previsto dalla legge Madia (che imponeva a 60 il numero massimo delle Camere in Italia), dall’emendamento approvato dall’attuale Governo ma ripristinando la volontà originaria della Prestigiacomo e i firmatari della proposta Minardo, Ficara, Scerra e Raciti.

Aldo Garozzo, presidente dell’associazione Territorio Protagonista – realtà che raccoglie soprattutto gli ex consiglieri camerali siracusani ringrazia le deputazioni parlamentari di Siracusa e Ragusa per l’azione unitaria che hanno svolto a tutela “di due territori che erano stati fortemente penalizzati”. Se il ministro “approverà il nuovo Sistema Camerale – continua Garozzo – designato dalla Regione Sicilia si avrà la possibilità per questi territori di svilupparsi in aggregazioni di tipo pattizio, senza prevaricazioni e nel rispetto delle reciproche autonomie”. 

Garozzo compie anche un passo avanti e prevede la separazione della Camera di Enna da quella di Palermo.

Sulla stessa linea ma auspicando in maniera più incisiva una maggiore centralità verso le imprese è il tenore del comunicato siglato da CASA, CLAAI, CNA, CONFARTIGIANATO, CONFCOOPERATIVE, CONFESERCENTI, LEGA DELLE COOPERATIVE, UNCI e UNICOOP (fino al 17 settembre in questo gruppo c’era anche Confindustria, al suo posto adesso c’è qualche new entry come Casa).

Ed infatti ciò che sottoscrivono a gran voce è che “bisogna riportare le imprese al centro del progetto delle Camere che forse, come più di uno ha evidenziato, sono state più concentrate sulla gestione delle partecipate, come ad esempio gli aeroporti, che sui servizi da erogare alle imprese”. Anche loro ringraziano l’assessore Turano per questa apertura al dialogo e auspicano, al contempo, un forte sostegno, in sede nazionale, nella richiesta di revisione della legge Madia per l’introduzione di una quinta Camera in Sicilia. E concludono sottolineando “che altre Regioni d’Italia stiano sostenendo la necessità di incrementare il limite delle Camere previsto dalla riforma Madia fornisce la misura della correttezza della posizione e offre ampi margini per un’azione comune”.

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