PALERMO – “Questa mattina al canile di Palermo, ormai in stato di abbandono, sono arrivati perfino i Nas dei carabinieri, tempestati da centinaia di telefonate di associazioni e amanti degli animali”. Lo dice il consigliere comunale di Palermo del gruppo Misto Filippo Occhipinti. “Ho potuto constatare, nel corso di una mia ispezione, lo stato di incuria e degrado in cui versa la struttura, con le gabbie piene di escrementi – dice Occhipinti – perfino le sterilizzazioni e le operazioni di accalappiamento si sono fermate. Il servizio va garantito e non può essere sospeso di punto in bianco scadendo nell’emergenza, né si può pensare di giocare a scaricabarile con i volontari che fino ad oggi hanno garantito il funzionamento del canile e servizi altamente specializzati. Il personale Reset va impiegato, ma per questo servono tempi lunghi. Il sindaco prenda provvedimenti immediati: è lui per legge il responsabile degli animali e del loro benessere”.
Il vicecapogruppo del Pd in consiglio comunale a Palermo Sandro Leonardi ha presentato un’interrogazione sullo stop delle attività del canile municipale di Palermo. Due giorni fa è scaduta la convenzione con l’associazione Ada che finora ha gestito le due strutture di via Tiro a Segno e via dei Picciotto, dove si trovano 390 cani. “E’ chiaro è stato interrotto un pubblico servizio – dicono il segretario provinciale del Pd Carmelo Miceli e Leonardi – chiediamo che vengano verificate le responsabilità. Di fronte alla scadenza naturale di una convenzione è assurdo che nessuno si sia posto il problema di mettere in campo le azioni necessarie a evitare lo stop delle attività, lasciando 390 cani digiuni, sporchi e senza cure veterinarie. In sostanza abbandonati a se stessi e chiusi un lager. I veri amici degli animali sono stati i volontari dell’associazione che hanno avuto il coraggio di tamponare un’emergenza, che qualcuno aveva l’obbligo di evitare”.

