Cantone sull'anello ferroviario| "E' ancora fermo al 3%"

Cantone sull’anello ferroviario| “E’ ancora fermo al 3%”

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Il presidente dell'Anac Raffaele Cantone
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Bacchettata del presidente dell'Autorità anticorruzione per la grande opera.

PALERMO – L’anello ferroviario finisce sotto la lente d’ingrandimento dell’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione di Raffaele Cantone che, nella relazione annuale 2015, dedica un intero paragrafo all’opera i cui cantieri stanno interessando via Amari, viale Campania, viale Lazio, via Sicilia, il Politeama e il porto. “Anche a causa di lunghi e complessi contenziosi, molte opere si sono ‘arenate’ e non hanno ancora visto la luce – ha detto Cantone illustrando la relazione – Tra queste figurano rilevanti infrastrutture viarie pensate per lo sviluppo del Mezzogiorno. È il caso dell’anello ferroviario di Palermo che, messo a bando nel giugno 2006, nell’ottobre 2015 registrava un avanzamento fisico pari al 3% dell’importo dei lavori”.

Una bacchettata in piena regola, quella dell’Anac, che prendendo in esame il primo stralcio sottolinea come, bandito nel giugno del 2006 con un importo da 124 milioni di euro, è stato aggiudicato solo nel 2009 con un ribasso del 23% della Tecnis ma la progettazione è stata così laboriosa da richiedere tempi più lunghi e soprattutto un importo assai superiore con la bellezza di sette varianti. “A causa delle varianti introdotte nel passaggio dal livello definitivo a quello esecutivo – si legge nella relazione – l’importo dei lavori è pertanto lievitato di circa 28 milioni di euro, corrispondente al 36% dell’importo originario del contratto. Tali varianti, dell’importo complessivo di 24.013.442,41 euro, sono state tutte ascritte a ‘circostanze impreviste e imprevedibili al momento del progetto definitivo’; la più consistente è stata la ‘variante smaltimento terre’ a cui corrisponde un incremento di 18.003.135,97 euro”.

Secondo Cantone, una lievitazione così eclatante dei costi avrebbe dovuto indurre Italferr a rivedere l’iter procedurale visto che per almeno quattro varianti si può parlare di “inadeguata valutazione dello stato dei luoghi in sede di progettazione definitiva, in particolare nella fase di caratterizzazione delle aree di intervento e di censimento dei sottoservizi”.

 

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