"Non ci sentiamo offesi dalle parole di de Lucia". Interviene Capece

Capece (Sappe): “Non ci sentiamo offesi dalle parole di de Lucia”

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Le parole del segretario generale del Sindacato autonomo polizia penitenziaria (Sappe)
la polemica
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2 min di lettura

CATANIA – “Noi sappiamo bene cosa fanno le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria tutti i giorni nelle sezioni detentive delle carceri della Nazione. Per questo diciamo che le dichiarazioni del procuratore capo di Palermo, Maurizio de Lucia, sull’emergenza carceraria e sulla persistente capacità della criminalità organizzata di esercitare influenza all’interno degli istituti penitenziari non possono e non devono rappresentare un’offesa al Corpo. Sostenere il contrario significa non conoscere la storia recente del sistema penitenziario italiano e le scelte politico-amministrative che, nel tempo, ne hanno profondamente compromesso gli equilibri”. Lo afferma Donato Capece, segretario generale del Sindacato autonomo polizia penitenziaria (Sappe).

Capece (Sappe): “Non ci sentiamo offesi”

“Chi vive il carcere ogni giorno – prosegue Capece – sa perfettamente quali decisioni politiche adottate negli anni abbiano inciso sulla sicurezza degli istituti, modificando radicalmente i modelli organizzativi ed i circuiti penitenziari, rendendo sempre più difficile il lavoro della polizia penitenziaria. Sono questioni che il personale conosce bene e che meritano di essere affrontate senza slogan e senza letture superficiali”.


Per il Sappe “gli eroi silenziosi della polizia penitenziaria continuano a pagare
il prezzo di un sistema che scarica sulle loro spalle tutte le contraddizioni del carcere italiano”. Il sindacato richiama inoltre alcune scelte che ritiene abbiano “inciso negativamente sul funzionamento del sistema penitenziario”.

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“L’abolizione della sanità penitenziaria interna, con il trasferimento delle competenze al Servizio sanitario nazionale
– osserva Capece – ha determinato rilevanti criticità nella gestione sanitaria degli istituti. L’introduzione dei modelli della vigilanza dinamica e delle celle aperte, sviluppati dopo la sentenza Torreggiani, ha modificato profondamente gli assetti organizzativi delle carceri. A ciò si aggiunge la chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari e la loro sostituzione con le Rems, strutture numericamente insufficienti rispetto alle reali esigenze e spesso incapaci di assicurare la presa in carico dei soggetti affetti da gravi patologie psichiatriche”.

Quinci: “La violenza va contrastata”

“Esprimo la mia vicinanza personale e del Libero Consorzio Comunale di Trapani al presidente della FC Trapani 1905 Valerio Antonini, che ha subito un’aggressione inaccettabile e da condannare. La violenza, in tutte le sue forme, va contrastata ed isolata e non fomentata, nessuno escluso. Il confronto, anche aspro e duro, non può superare il limite invalicabile del rispetto della persona, delle idee e delle rispettive posizioni”. Lo dice il presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani Salvatore Quinci.


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