Come ogni anno pubblichiamo la lettera di una mamma per sua figlia.
A Carlotta Stella di Luce
E’ trascorso un altro anno e sono di nuovo a scrivere per il Tuo ricordo Carlotta;
23 anni trascorsi dal giorno in cui sei volata via, inaspettatamente.
Veramente io penso che il tempo non esiste, senza scomodare fisici e scienziati, voglio riflettere che il tempo umano ci appare fluire, ma invece noi siamo nella continuità e quindi nel presente per sempre.
Posso provare la stessa intensità d’amore ed i ricordi sono vividi; sei qui Carlotta stiamo giocando e Tu ridi, fra poco Ti preparerò la cena e Tu siederai di fronte a me ed io penserò di essere la creatura più felice del mondo.
I miei figli…come è stato buono Dio con me, mi ha dato la possibilità di fare assomigliare il mio pallido amore al Suo, e Lui abita dentro di me, soprattutto adesso.
Sento che siamo eterni, che siamo uniti tutti, che siamo tutti della stessa sostanza, un’unica forma di amore incommensurabile. Gli studi scientifici che porto avanti negli ultimi anni, sono rivolti alla conferma di quanto la fisica quantistica indaga: siamo molto di più del visibile e siamo irriducibili, siamo energia indivisibile.
Se solo comprendessimo anche per un solo istante che siamo fatti della materia delle stelle, che apparteniamo tutti allo stesso modo al tutto, che siamo la forma con cui Dio ha costruito l’umanità, nessuna guerra sarebbe possibile, nessun odio potrebbe generarsi. Attualmente nel mondo sono in corso 56 conflitti – il numero più alto dalla Seconda Guerra Mondiale – che coinvolgono direttamente o indirettamente almeno 92 Paesi, Italia compresa, e che hanno costretto oltre 100 milioni di persone a migrare, sia internamente sia all’estero, per sfuggire alle violenze. Oltre 473 milioni di bambini – ovvero più di 1 su 6 a livello globale – vivono in aree colpite da conflitto e migliaia di bambini sono stati uccisi e feriti a Gaza e in Ucraina.
Quante madri piangono i loro figli, perché ? Bisogna diffondere questo principio senza timore di equivoco. Non bisogna essere visionari per sognare la pace e la fratellanza, bisogna piuttosto avere una visione e lasciare che il “Bene Comune” prenda il sopravvento sull’ egoismo che è sempre frutto di fragilità interiore, di paura.
“Prendi un sorriso,
Regalalo a chi non l’ha mai avuto.
Prendi un raggio di sole,
Fallo volare là dove regna la notte.
Scopri una sorgente,
fai bagnare chi vive nel fango.
Prendi una lacrima,
Posala sul volto di chi non ha pianto.
Prendi il coraggio,
Mettilo nell’animo di chi non sa lottare.
Scopri la vita,
Raccontala a chi non sa capirla.
Prendi la speranza
E vivi nella sua luce.
Prendi la bontà
E donala a chi non sa donare.
Scopri l’amore
e fallo conoscere al mondo.”
(Mahatma Gandhi)
L’8 agosto 1959. Muore Don Luigi Sturzo Lui sosteneva: “Le rivoluzioni sono figlie di idee e di sentimenti prima che di interessi ed il bene comune non è la somma dei beni individuali, ma la loro armonizzazione, La politica non è arte dell’impossibile ma l’arte del possibile nel senso più alto e nobile ed il dovere di un cristiano e’quello di non essere mai neutrale di fronte alle ingiustizie”
Come con condividere il suo pensiero illuminato. Non siamo stati concepiti per il male, aveva ragione Hannah Arendt, anche l’uomo piu crudele, il più cinico, il più indifferente, il più agnostico si confronta con la morte e ne ha paura perché è inevitabile.
Ad esempio Margherita Hack o Jacques Prevert o Ettore Scola tutti e tre intellettuali atei, alla fine della loro vita hanno dovuto ammettere che il mistero della vita e’ tuttora inspiegabile attraverso l’uso della scienza se non comprendiamo il valore della spiritualità che a prescindere dalla fede è il nostro tratto di umanita’.
La vita di Jacques Prévert, un po’ come le sue poesie, e’stata caratterizzata ad esempio, da un sentimento di grato appagamento per tutti i piccoli momenti di gioia che ci sono concessi in dono e che lo avevano portato ad affermare che, in linea di massima, “bisognerebbe tentare di essere felici, non foss’altro che per dare l’esempio.”
Ettore Scola ebbe a dire il 27/04/14 durante la mobilitazione di popolo per la canonizzazione di Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII: “Nei periodi più bui, non è che aumenta la fede, ma aumenta il bisogno di credere e sicuramente anche il più freddo e convinto ateo, sente questa pulsione dell’anima, il bisogno di rivolgersi a pensieri più alti”. Quasi due anni dopo, il 19/01/16, Ettore Scola moriva ed in quella occasione di ricordo laico voluta dal maestro, Tornatore ricordava un episodio in cui Scola mostrando a Fellini il suo Film “C’eravamo tanto Amati” si sentì dire da Fellini: “Le inquadrature dall’alto non si fanno perchè quello è il punto di vista di Dio; tu non sei credente, chi te lo fa fare di mettere il punto di vista di Dio?”
Il 7 agosto 1941. Muore il poeta indiano Rabindranath Tagore. Nella sua tessitura scrive:
Dammi il supremo coraggio dell’amore.
Questa è la mia preghiera:
coraggio di parlare,
di agire, di soffrire,
di lasciare tutte le cose,
o di essere lasciato solo.
Temprami con incarichi rischiosi,
onorami con il dolore,
e aiutami ad alzarmi ogni volta che cadrò.
Dammi la suprema certezza dell’amore.
Questa è la mia preghiera:
la certezza che appartiene alla vita nella morte,
alla vittoria nella sconfitta,
alla potenza nascosta nella più fragile bellezza,
a quella dignità nel dolore,
che accetta l’offesa,
ma disdegna di ripagarla con l’offesa.
Dammi la forza di amare
sempre e ad ogni costo.”
“Tutto ciò cui possiamo aspirare
è divenire sempre più una cosa sola.
Nel regno della natura, dominio della diversità,
noi cresciamo appropriandoci delle cose.
Nel mondo spirituale, dominio dell’unità,
noi cresciamo donando noi stessi”
“Ogni bambino che nasce porta al mondo la notizia che Dio non è ancora stanco degli uomini.” (Rabindranath Tagore)
Penso al dolore dei genitori di Simona uscita in una sera felice d’ estate, vorrei abbracciarli perche’ io li comprendo. Conosco la loro disperazione ma so che il tempo gli consentira’ di ritrovare la loro meravigliosa figlia nella parte più pura dell’anima dove ora lei abita. Altri giovani vite si sono interrotte in questi giorni ed ogni volta che leggo il mio cuore si ferma, penso a chi sopravvive e provo tenerezza infinita e prego. Ad ogni morte di un figlio si rinnova il mio dolore e diventa dilaniante; come posso aiutarli? Io so cosa provano e soprattutto cosa proveranno quando gli altri riprenderanno la loro vita normale e per loro arriverà la piena consapevolezza ed allora ricordo il dolore della Madonnina per la crocifissione di Gesù e mi affido a Lei e li affido a Lei. Difficile accettare, lo so, impossibile comprendere o spiegare ma i 23 anni trascorsi dal Tuo viaggio Carlotta sono la prova che ci si può ricongiungere.
Kahlil Gibran ci insegna:
“I vostri figli non sono figli vostri.
Sono i figli e le figlie del desiderio che la vita ha di sé stessa.
Essi non provengono da voi, ma attraverso di voi.
E sebbene stiano con voi, non vi appartengono.
Potete dar loro tutto il vostro amore, ma non i vostri pensieri.
Perché essi hanno i propri pensieri.
Potete offrire dimora ai loro corpi,
ma non alle loro anime.
Perché le loro anime abitano la casa del domani,
che voi non potete visitare, neppure nei vostri sogni.
Potete sforzarvi di essere simili a loro,
ma non cercare di renderli simili a voi.
Perché la vita non torna indietro e non si ferma a ieri.
Voi siete gli archi dai quali i vostri figli, come frecce viventi, sono scoccati.
L’Arciere vede il bersaglio sul percorso dell’infinito, e con la Sua forza vi piega affinché le Sue frecce vadano veloci e lontane.
Lasciatevi piegare con gioia dalla mano dell’Arciere.
Poiché così come ama la freccia che scocca, così Egli ama anche l’arco che sta saldo.”
Comunque sia il nostro arco e’stato saldo, e’stato un atto d’amore e li ha condotti a Dio. Scrive Ada Negri la poesia “Atto d’amore”- Non seppi dirti quant’io t’amo, Dio nel quale credo, Dio che sei la vita vivente, e quella già vissuta e quella ch’è da viver più oltre: oltre i confini dei mondi, e dove non esiste il tempo. (…) tutto fu bene, anche il mio male, tutto per me Tu fosti e sei, mi fa tremante d’una gioia più grande della morte. Resta con me, poi che la sera scende sulla mia casa con misericordia d’ombra e di stelle. Ch’io ti porga, al desco umile, il poco pane e l’acqua pura della mia povertà. Resta tu solo accanto a me tua serva; e, nel silenzio, degli esseri, il mio cuore oda Te solo” Si perche’ come scrive Natalia Ginzburg nella sua opera “Le piccole virtu”- “L’amore alla vita genera amore alla vita”.
“Io credo che una foglia d’erba non valga affatto
meno della quotidiana fatica delle stelle.
E la formica è ugualmente perfetta, come un granello di sabbia,
come l’uovo di uno scricciolo,
E la piccola rana è un capolavoro pari a quelli più famosi,
E il rovo rampicante potrebbe ornare i balconi del cielo.
E la giuntura più piccola della mia mano qualsiasi meccanismo può deridere.”
(Walt Whitman)
E Gustave Flaubert ci insegna: “Non vi è una particella di vita che non abbia poesia all’interno di essa” perché “Bisogna essere santi per essere anche poeti”- Santi e Poeti 2 dicembre 1948 (Alda Merini)
Lei scrive di Maria nel “Canto Mistico “
“Quando il cielo baciò la terra nacque Maria
che vuol dire la semplice,
la buona, la colma di grazia.
Maria è il respiro dell’anima,
è l’ultimo soffio dell’uomo.
Maria discende in noi,
è come l’acqua che si diffonde
in tutte le membra e le anima,
e da carne inerte che siamo noi
diventiamo viva potenza.
Maria vuol dire transito,
ascolto, piede lieve e veloce,
ala che purifica il tempo.
Maria vuol dire una cosa che vola
e si perde nel cielo.
Se alzava le mani le sue dita diventavano uccelli,
se muoveva i suoi piedi pieni di grazia la
terra diventava sorgiva.
Se cantava tutte le creature del mondo facevano
silenzio per udire la sua voce.
Ma sapeva essere anche solennemente muta.
La parola fiat
ha tagliato il suo grembo in due:
metà tenebra e metà dolore.
Salvate la valle del Signore.
Per camminare Dio bambino
ha bisogno di un prato,
per camminare Dio
ha bisogno del mondo.
Lei,
l’eroina di tutti i tempi,
la dolce madre di Dio,
la tenera fanciulla d’amore,
lei aprirà un varco alla poesia,
lei aprirà un varco al sole.
ella ha previsto tutto
perché pur non avendo radici
Maria è la sola radice del mondo.”
Di se stessa Alda Merini durante l’esilio in manicomio dice “E ‘ stato come mettere una farfalla in un bicchiere” e scrive “Ho vissuto per anni senza la cognizione del tempo. Un giorno era uguale ad un anno. Ho passato così dieci lunghi anni, senza scrivere né leggere nulla. Ad un certo punto una mattina mi sono chiesta: “ma io cosa ci sto a fare qui?” e da quel momento è cominciata la mia risalita”.
Spesso mi sono sentita lucidamente cosi’; il dolore mi aveva investito con la forza di un uragano ed io per resistergli mi ero trasformata con le ali che crescevano limitate dal confine di un bicchiere di vetro…
“Non so dove i gabbiani abbiano il nido,
ove trovino pace.
Io son come loro,
in perpetuo volo.
La vita la sfioro
com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo.
E come forse anch’essi amo la quiete,
la gran quiete marina,
ma il mio destino è vivere
balenando in burrasca.”
(Vincenzo Cardarelli)
Carlotta all’ eta di undici anni compose questi versi “Quando le cose della vita non mi prendono in quella loro corsa senza senso, io mi fermo e dimentico il tempo. Accade allora che tutto duri all’infinito e che io faccia parte di quello stello stesso infinito”
Trovavo quelle parole troppo profonde per una piccola bambina. Ed invece la creatura santa che era in Te si manifestava. Ebbi quasi paura leggendole ed oggi ripenso a quando ridendo mi dicevi che mi avevi scelta come mamma, oppure mi spiegavi che in cielo siamo tutti perfetti perche’ Dio ci consente di offrire il nostro libero arbitrio quando scegliamo di offrire la nostra vita per il Bene assoluto.
Mi sembravano pensieri troppo grandi per una piccola bambina e mi domandavo dove li avessi letti, ed invece eri ispirata come nei tuoi disegni del commiato, Dio ti stava preparando….
Viaggio spesso adesso perché per rivedere mio figlio che vive altrove, devo raggiungerlo ed in aeroporto osservo rapita il mondo che mi passa accanto. Quanto amo quell’ umanità colorata, sono quasi tutti fragorosamente in vacanza ed hanno il desiderio della felicita impresso sul volto. Mi viene da pensare a tutto ciò che siamo. “Non sai bene se la vita è viaggio,
se è sogno, se è attesa, se è un piano che si svolge giorno
dopo giorno e non te ne accorgi
se non guardando all’indietro. Non sai se ha senso.
In certi momenti il senso non conta.
Contano i legami.”(Jorge Luis Borges)
E ancora..
“La vita è ricordarsi di un risveglio
triste in un treno all’alba: aver veduto
fuori la luce incerta: aver sentito
nel corpo rotto la malinconia
vergine e aspra dell’aria pungente.”
(Sandro Penna)
Leggo del piccolo Carlo portato via dalle acque chiare di un mare calmo in un giorno qualunque di agosto e penso a Sua madre; un istante, solo un istante lo stesso che separa la vita dei figli dal loro volo di angeli. Vorrei fermarli tutti quegli istanti arrivando prima, vorrei che nessuno dovesse più provare quel dolore inumano; chiedo a Gesù di prenderla in braccio e consolarla questa Mamma rassicurandola che rivedrà suo figlio in un tempo perfetto perché l’amore è più forte ed io ne sono la prova.

