Caso Trattoria del Cavaliere |Il Tar da’ torto al Comune

Caso Trattoria del Cavaliere |Il Tar da’ torto al Comune

Salvo Pogliese (FI): “Bianco ottemperi immediatamente a quanto stabilito dal giudice”.

la nota dell'europarlamentare
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CATANIA –  “Ha prevalso la giustizia. Non solo avevamo ragione, per la Trattoria del Cavaliere, ma anche sul fatto che l’amministrazione va avanti a delibere e ordinanze a piacimento. Il giudice si è espresso e questo ci gratifica perché ci avevamo visto giusto”. Manlio Messina, consigliere di opposizione e tra i primi a perorare la causa dei gestori del locale di piazza Gambino, si dice soddisfatto per quanto affermato dal Tar, al quale si erano rivolti i titolari del locale cui l’amministrazione ha negato il suolo pubblico, nonostante questo fosse stato concesso per 16 anni, che ha di fatto dato torto a Palazzo degli elefanti che, proprio sull’area prima occupata da tavolini e sedie, ha realizzato dei posti auto.

“Ritenuto che, a tale ultimo riguardo, quello in capo all’Amm.ne non è un mero arbitrio nello stabilire, in presenza di molteplici operatori economici insistenti in zona, a chi accordare e a chi denegare il rinnovo – si legge nel documento pubblicato da Sudpress – specie in una situazione risalente (per come incontestato tra le parti) ad almeno 16 anni, tale da aver ingenerato nel privato un legittimo affidamento; Ritenuto che va altresì valorizzata la circostanza che risultano essere stati accordati molteplici rinnovi di concessioni di suolo pubblico (non solo su marciapiede) ad altri operatori commerciali (cfr. documentazione prodotta dalla ricorrente il 18.6.2016); Ritenuto che le esigenze di tutela dell’interesse dei residenti a parcheggiare nelle immediate adiacenze della propria abitazione devono essere attentamente comparate non solo con l’interesse economico dell’azienda ricorrente, ma anche e soprattutto con l’interesse al mantenimento dei livelli occupazionali (su cui si veda la consulenza di parte prodotta dalla ricorrente), la cui improvvisa cessazione, in una zona economicamente depressa e ad alto tasso di disoccupazione, avrebbe intuitivi, evidenti, drammatici riflessi sociali; Ritenuto infine, che al disagio discendente dalla difficoltà nel trovare posteggio per i residenti dell’area “ a ridosso di viuzze stette e anguste del centro storico stracolme di locali” (cfr. memoria del Comune) non può legittimamente ovviarsi a carico di un solo operatore economico, negandogli del tutto (per di più in piena stagione estiva, e dopo 16 anni di rinnovi) l’utilizzo dello spazio esterno, ben potendo, semmai, l’Amm.ne perseguire l’obiettivo programmando opportune misure di riduzione del congestionamento da “spalmare” su tutti i locali che contribuiscono al sovraffollamento del centro storico, quindi con un minimo sacrificio per ciascuno; Ritenuto quindi di accordare la misura cautelare chiesta con i motivi aggiunti, disponendo che l’Amm.ne si ridetermini sull’istanza di parte ricorrente tenendo conto dei principi affermati nella presente ordinanza; P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia sezione staccata di Catania (Sezione Terza) accoglie la domanda cautelare nei termini di cui in motivazione”.

Una bocciatura, di fatto, di quanto stabilito determina dirigenziale dell’Ufficio traffico urbano del 4 giugno 2016, per cui sono in tanti a gridare vittoria. Tra questi anche l’eurodeputato, Salvo Pogliese.  “Per fortuna non esiste soltanto un giudice a Berlino ma anche a Catania, che non solo sconfessa Bianco, ma lo schiaffeggia moralmente ricordandogli che Catania è in crisi economica e un posto di lavoro vale molto di più di un parcheggio” – afferma Pogliese.  .

“Il giudice riconosce, al contrario di Bianco che vive nella sua torre d’avorio isolandosi dai reali problemi dei catanesi, che è superiore, come scrive nell’ordinanza, l’interesse al mantenimento dei livelli occupazionali in una zona economicamente depressa e ad alto tasso di disoccupazione. Ora Bianco – conclude Pogliese – abbia la dignità di chiedere scusa ai lavoratori per i giorni di angoscia che ha fatto vivere loro e provveda immediatamente a concedere il suolo pubblico al ristorante”.

LA PROTESTA

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