Il tesoro di Vito Ciancimino | Confisca annullata in Abruzzo

Il tesoro di Vito Ciancimino | Confisca annullata in Abruzzo

Il tesoro di Vito Ciancimino | Confisca annullata in Abruzzo
Decidi tu come informarti
su Google.
Aggiungi LiveSicilia
alle tue Fonti preferite:
quando cercherai
una notizia, ci troverai
più facilmente.
AGGIUNGI

La Cassazione chiude una lunga vicenda giudiziaria.

LA SENTENZA DELLA CASSAZIONE
di
1 min di lettura

PALERMO – Non c’è prova che nell’impresa finirono i soldi di Vito Ciancimino. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della Procura generale di L’Aquila contro l’annullamento della confisca della società abruzzese Alba D’Oro, di cui erano soci gli imprenditori Nino Zangari, Achille e Augusto Ricci.

Secondo l’accusa, la società aveva ricevuto soldi per la realizzazione di un campeggio in Abruzzo, da parte della Sirco, società del professore Gianni Lapis, ritenuto prestanome dell’ex sindaco mafioso di Palermo A confermare gli illeciti la mancata iscrizione nei libri contabili della provvista in denaro messa a disposizione dalla società Sirco.

In primo grado il Tribunale di L’Aquila sequestrò tutto, affidando le imprese all’amministratore giudiziario Gaetano Cappellano Seminara. In appello il nuovo collegio difensivo composto dagli avvocati Daniele Livreri, Pasquale Milo e Andrea Castaldo rilevò un errore procedurale e cercò di dimostrare che ogni centesimo dei soldi provenienti dalla Sirco era tracciabile e inserito in bilancio. Al contrario non c’era prova che i soldi impiegati fossero di Ciancimino.

La Corte di appello accogliendo il rilievo procedurale e, senza entrare nel merito, ordinò la restituzione dei beni. Tuttavia la Corte di Cassazione accolse il ricorso della Procura generale. Tutto da rifare e arrivò una parziale confisca dei beni. Non è finita: perché i supremi giudice accolsero prima un ricorso delle difese e poi di nuovo della Corte.

Al quarto processo ha avuto la meglio Alba d’oro: non vi sonio elementi oggettivi a sostegno della proposta di prevenzione e le accus erano generiche. La vicenda giudiziaria dei tre imprenditori non è terminata, perché è ancora in corso per gli stessi fatti il giudizio penale.

Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI