CATANIA – Prelevato dall’abitazione di San Cristoforo nella quale era stato girato il video che ieri ha indignato le migliaia di persone lo hanno visualizzato sui social. “Io a guardare quel video mi sono sentita male”, c’è chi commenta su Facebook.
Il video e l’aggressione
Ad essere condotto in Questura, nel tardo pomeriggio di ieri, è stato il quasi sessantenne che con un cucchiaio di legno continuava a picchiare un bimbo di appena 10 anni. Il quale – tra le lacrime – lo implorava a fermarsi. Immagini di violenza registrate con un telefonino (ancora da appurare chi fosse la parente dietro lo smartphone) e postate su Tik Tok. Ma poi riprese anche su Facebook da chi era rimasto a dir poco indignato da quelle immagini barbare.
L’uomo posto in stato di fermo
L’uomo che brandiva e colpiva con il cucchiaio di legno sarebbe il compagno della madre e patrigno del bimbo. Ha trascorso la serata in cella in stato di fermo per maltrattamenti in famiglia. Il bimbo è stato interrogato dal procuratore aggiunto Sebastiano Ardita e del sostituto Alberto Santisi.
Le indagini della Squadra mobile sulla ricostruzione dell’accaduto, proseguono. Anche per comprendere se si sia trattato di un episodio isolato o meno. Ed ancora, per capire se quel video postato sui social fosse un segnale d’aiuto o ostentazione di violenza.
La nota dell’associazione Meter
“È stato arrestato l’uomo ritenuto responsabile delle gravi violenze ai danni di un minore. Riprese in un video diffuso online, nel quale il bambino viene ripetutamente percosso con un cucchiaio di legno.
È indubbio che la diffusione del materiale abbia consentito un rapido intervento delle autorità competenti, permettendo di interrompere una situazione di grave pericolo e di avviare le necessarie azioni di tutela nei confronti del bambino”.
Lo scrive in una nota l’associazione Meter di Don Fortunato di Noto.
Che prosegue: “Tuttavia, Meter ritiene doveroso ribadire che la circolazione integrale delle immagini, senza alcuna tutela dell’identità del minore, ha esposto il bambino a una ulteriore e inaccettabile lesione della sua dignità, configurando una forma di vittimizzazione secondaria.
L’oscuramento del volto e degli elementi identificativi avrebbe dovuto essere garantito, nel rispetto dei diritti fondamentali del minore.
In qualità di Trusted Flagger, Meter ha attivato il canale prioritario di segnalazione verso Meta, chiedendo la rimozione immediata di tutti i video e delle ripubblicazioni che continuano a diffondere le immagini delle violenze, nel pieno rispetto della normativa vigente e della tutela rafforzata dei minori.
La protezione dell’infanzia non può mai essere subordinata alla logica della condivisione o della visibilità personale. Un minore va salvato, non esposto”.

