Catania, detenuto ha “infarto cerebrale”: lascia il carcere a 71 anni

Catania, detenuto ha un “infarto cerebrale”: lascia il carcere

Concessi i domiciliari, "tenuto conto del decadimento fisico"
TRIBUNALE DI SORVEGLIANZA
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CATANIA – Affetto da trombosi cerebrale, con infarto cerebrale, era costretto a rimanere in carcere per scontare 3 anni e 8 mesi. Ma ora Il Tribunale di Sorveglianza ha accolto la sua istanza e lo ha rimandato a casa. Il protagonista è un tassista abusivo di 71 anni, Salvatore Antonio Pandetta, che sta male. Il suo legale, il penalista catanese Giuseppe Lipera, ha presentato vari ricorsi e in passato scritto anche una lettera al Capo dello Stato.

Ora il provvedimento è a firma del giudice Alessandra Gigli, estensore  Alessandro D’Agnino. “Il mio cliente – ha spiegato Lipera – ha perso in pochi mesi più di 20 chili, è passato da una taglia 54 ad una 46”. L’uomo è stato condannato in via definitiva per associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Il quadro cinico aggravato

Ma il quadro clinico si è aggravato negli ultimi mesi. Pandetta è apparso in udienza “ulteriormente dimagrito e poco lucido”, si legge nel provvedimento, che tiene conto dell’età, ampiamente superiore al limite minimo dei sessant’anni. “Non ultimo, deve rilevarsi come lo stesso viva con grande sofferenza la carcerazione, considerata anche la circostanza che non trattasi di un soggetto pericoloso”.

I giudici ricordano che i suoi precedenti sono tutti antecedenti al 1981, “in prevalenza contravvenzioni”. Peraltro non risultano, così ha detto nel suo parere la Dda, “elementi che consentono di affermare la sussistenza di collegamenti attuali col gruppo criminale di riferimento, ormai dissolto”. Né emergono “contatti con la criminalità organizzata locale”.

La decisione dei giudici: detenzione domiciliare

“Tenuto conto delle condizioni di decadimento psicofisico” del condannato, in pratica, i domiciliari vanno benissimo anche per i giudici. Tribunale che ovviamente, nel provvedimento, gli ricorda che se commettesse reati la scarcerazione potrebbe essere pur sempre revocata.

Era stato proprio l’avvocato Lipera a lanciare un appello per le condizioni del suo assistito mesi fa. E lo aveva fatto proprio su Live Sicilia. Il 71enne, ha ricostruito il penalista, dal 17 al 24 febbraio del 2025 “è stato ricoverato al reparto di Neurologia del Garibaldi di Catania dove gli è stata diagnosticata una trombosi cerebrale con infarto celebrale” e mentre era in ospedale, “prima di essere dimesso, gli è stato notificato l’ordine di esecuzione ed è stato condotto in carcere nonostante le condizioni di salute fossero assolutamente precarie e incompatibili con la detenzione”.


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