CATANIA – Un rallentamento dell’attuale fase eruttiva dell’Etna ha portato alla riapertura degli spazi corrispondenti alla nuvola aerea a Sud-Ovest del vulcano e al ripristino di tutte le attività di volo in partenza e in arrivo all’aeroporto di Catania con effetto immediato.
L’Ingv Osservatorio etneo, aveva emesso un avviso per l’aviazione il Vona (Volcano observatory notice for aviation), facendo scendere da rosso ad arancione. Dal monitoraggio del vulcano emerge che l’attività esplosiva è in diminuzione, c’è ancora una una debole emissione di ceneri, la cui caduta è confinata nella zona sommitale ma non viene prodotta alcuna nube eruttiva, mentre sono presenti colate laviche nelle desertiche valli del Bove e del Leone.
Secondo il monitoraggio dell’Ingv, Osservatorio etneo, di Catania sono almeno tre le bocche nella zona sommitale dell’Etna, ubicate tra i crateri Voragine e Sud-Est, ad essere interessate da attività esplosiva. La bocca eruttiva apertasi ieri nella Valle del Leone, a quota di 2.750 metri circa, è attiva e alimenta un complesso campo lavico il cui fronte attivo, dopo avere oltrepassato monte Simone, si è attestato a quota 1.850 metri circa.
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Nuova bocca eruttiva nella Valle del Bove
Alle 11.28 si è aperta una nuova bocca eruttiva nella Valle del Bove, nei pressi di monte Rittmann, a una quota di 2.360 metri. L’evento è stato accompagnato dalla formazione di due modesti flussi piroclastici generati dal collasso e dalla rapida mobilizzazione del materiale smosso durante la formazione della bocca. Quest’ultima ha prodotto un campo lavico il cui fronte più avanzato si è attestato a una quota di circa 2.100 metri intorno.
Dal punto di vista sismico il tremore si mantiene nella fascia dei valori alti localizzato in corrispondenza del cratere Voragine ad una quota di circa 3.000 metri sul livello del mare.




