Catanzaro: "La denuncia |unica via per il cambiamento"

Catanzaro: “La denuncia |unica via per il cambiamento”

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Il vicepresidente di Confindustria Sicilia Giuseppe Catanzaro
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Il numero due di Confindustria Sicilia Giuseppe Catanzaro: “Le condanne inflitte oggi dimostrano a tutti, ancora una volta, che il collega Gregory Bongiorno ha fatto bene a fidarsi dello Stato e a rivolgersi a forze dell’ordine e magistratura".

Confindustria
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PALERMO – “Le condanne inflitte oggi dimostrano a tutti, ancora una volta, che il collega Gregory Bongiorno, che lo scorso anno ha denunciato i suoi estorsori, ha fatto bene a fidarsi dello Stato e a rivolgersi a forze dell’ordine e magistratura. Solo così, infatti, è possibile concorrere a rendere civile la terra in cui produciamo. Imprenditori e commercianti prendano atto che cambiare rispetto al condizionamento mafioso si può, e la via del cambiamento è la denuncia, senza se e senza ma. Al contempo i mafiosi devono rassegnarsi e prendere consapevolezza che alle loro richieste di pizzo e di minacce corrisponderà una denuncia, un processo e una condanna”. Così il vicepresidente di Confindustria Sicilia, Giuseppe Catanzaro, commenta la sentenza che ha portato alla condanna di Gaspare Mulè a 8 anni e 10 mesi (che in continuazione con una precedente condanna ha avuto 11 anni e 10 mesi), di Mariano Asaro a 3 anni e 8 mesi (18 anni e 8 mesi in continuazione con una precedente condanna), e di Fausto Pennolino a 6 anni e 8 mesi (8 anni e 10 mesi in continuazione). “Gli estortori – aggiunge Catanzaro – devono avere chiaro che gli imprenditori sono ormai consapevoli e attrezzati per reagire, certi della presenza che lo Stato rivolge agli operatori vittime di reato. Bongiorno, e quelli che come lui hanno scelto la strada della denuncia, sono un valore aggiunto per la ricerca della normalità, ossia la possibilità di produrre e competere senza condizionamenti alcuni. Un plauso particolare desidero rivolgerlo a magistratura e forze dell’ordine per la celerità encomiabile con la quale hanno agito”.

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