AGRIGENTO – Secondo il tribunale del Riesame di Caltanissetta, che ha accolto l’appello della Procura, l’ex deputato regionale di Forza Italia deve andare agli arresti domiciliari. L’inchiesta è quella sulla gestione del Cefpas.
Disposto il ripristino della misura cautelare, ma il provvedimento rimane congelato. Si deve attendere la decisione della Corte di Cassazione, a cui i legali dell’ex parlamentare, gli avvocati Lillo Fiorello e Luigi Troja, hanno annunciato che faranno ricorso.
I magistrati nisseni avevano contestato l’ordinanza del Gip che, a seguito delle dimissioni di Gallo dall’Ars, sostituì gli arresti domiciliari con la sospensione per 12 mesi dai pubblici uffici. Secondo l’accusa, le dimissioni dal Parlamento regionale, non avrebbero scalfito il potere relazionale dell’indagato, ritenuto capace di condizionare dall’esterno e per scopi personali le scelte amministrative del Cefpas di Caltanissetta e dell’Asp di Agrigento.
Gallo Afflitto avrebbe utilizzato il proprio ruolo istituzionale per esercitare un’influenza sulla gestione del Centro per la formazione permanente e l’aggiornamento del personale del servizio sanitario, favorendo incarichi professionali, consulenze e affidamenti. L’inchiesta si concentra inoltre su una presunta irregolarità relativa alla procedura di gara per la realizzazione della biblioteca virtuale del Cefpas.
“Ora mi sono rotto la m… voglio rispetto”: ad un certo punto il deputato regionale Riccardo Gallo Afflitto perse la pazienza. Voleva che si accelerasse per l’assunzione della moglie al Cefpas e poi che venisse stipulato un accordo con l’Asp di Agrigento per il trasferimento nella sua città in modo da evitarle la giornaliera trasferta a Caltanissetta. Simona Sinatra ottenne un contratto a tempo determinato in un progetto finanziato con i soldi del Pnrr per la formazione manageriale del personale sanitario.
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Nell’inchiesta sono coinvolti, tra gli altri, anche l’ex direttore del Cefpas Roberto Sanfilippo e l’ex direttore generale dell’Asp agrigentina Giuseppe Capodieci. Il tribunale del Riesame ha accolto il ricorso di Capodieci, annullando il provvedimento impugnato e dichiarando cessata ogni efficacia della misura cautelare interdittiva della sospensione per sei mesi.
Capodieci, difeso dall’avvocato Vincenza Gaziano, aveva fin dal primo momento respinto le contestazioni mosse dalla Procura nissena nell’ambito dell’inchiesta denominata “corte dei miracoli”.




