PALERMO – Lamentano una situazione insostenibile i gestori dei centri di accoglienza per rifugiati e richiedenti asilo a Palermo, inseriti nel sistema Sprar e finanziati dal ministero dell’Interno. Le strutture accreditate in città e deputate all’accoglienza e presa in carico dei migranti sono sette, occupano decine di operatori inclusi psicologi e mediatori culturali, mentre i posti disponibili per l’accoglienza in totale sono 126. Per le loro attività il ministero eroga un finanziamento pari a poco più di un milione di euro.
“Siamo al collasso” dicono i rappresentanti degli enti gestori Sprar Palermo (Centro Astalli Palermo Onlus, Associazione Cresm, Cooperativa Badia Grande arl, Opera Don Calabria, Consorzio Sol.Co. e Cooperativa Sociale “Insieme” Onlus). “Vantiamo circa 60 mila euro di arretrati del 2015 – dice il presidente della cooperativa Insieme Giuseppe Scozzaro – e nel 2016 le somme dovute ammontano a 200 mila euro. Le banche non ci concedono più credito, da otto mesi i 12 dipendenti della cooperativa sono senza stipendio e non siamo in condizione di pagare i fornitori e abbiamo ricevuto un decreto di sfratto entro dicembre dovremo lasciare l’immobile dove svolgiamo la nostra attività, per pagare luce, acqua e gas facciamo i salti mortali”.
Neppure i migranti che hanno partecipato ai progetti di integrazione hanno percepito le somme spettanti. “Ospitiamo 40 migranti, a titolo di esempio sei di loro hanno partecipato a un un tirocinio formativo di 6 mesi con Lisca Bianca, attendono ancora 200 euro ciascuno”. “Questa situazione è dovuta a un gap gestionale negli uffici comunali – dice ancora Scozzaro – come dire la mano destra non sa cosa fa la mano sinistra, cosa che seppur importante sul piano evangelico non lo è sul piano gestionale. Siamo ancora in attesa di un mandato di pagamento di 16 mila euro emesso dal Comune il 27 giugno e che ancora non ci è arrivato, mentre il regolamento prevede che venga liquidato il 20 giorni. Se non cambia qualcosa, chiudiamo”. Ieri a sollevare il caso era stato il presidente della Consulta delle Culture Adham Darwasha, mentre l’amministrazione ha precisato “con l’approvazione del bilancio comunale è stato possibile sbloccare i pagamenti”.
E intanto, è arrivata al molo Puntone del porto di Palermo la nave Diciotti della Marina militare con a bordo circa mille migranti salvati nel corso di diverse operazioni nel Canale di Sicilia. Sono 824 uomini, 165 donne e 11 minori.
(ANSA).

